Mozambico: la sfida per salvare le mangrovie

di Marco Trovato

Oggi, 26 luglio, si celebra la Giornata internazionale per la conservazione delle mangrovie, ecosistemi preziosi e sempre più minacciati. In Mozambico, l’ONG Mani Tese è impegnata da oltre dieci anni in un’opera di riforestazione e sensibilizzazione, per salvare queste foreste costiere fondamentali per l’ambiente e la vita di milioni di persone

Da dieci anni l’UNESCO dedica il 26 luglio alla Giornata internazionale per la conservazione delle mangrovie. Non si tratta di una semplice ricorrenza simbolica, ma di un appello urgente per salvaguardare uno degli ecosistemi più fragili e preziosi del pianeta. Le mangrovie, con le loro radici arcuate che si protendono nell’acqua, sono habitat straordinari: offrono rifugio e nutrimento a pesci, uccelli e numerose altre specie animali, proteggono le coste dall’erosione e mitigano l’impatto delle tempeste e dei cambiamenti climatici.

Sopra e sotto il livello dell’acqua, le mangrovie sono decisive per proteggere le coste

Ma oggi queste foreste stanno scomparendo a una velocità allarmante, tra le tre e le cinque volte più rapida rispetto a quella delle foreste terrestri. Le cause sono molteplici: l’innalzamento del livello del mare, lo sviluppo urbano incontrollato, la costruzione di dighe, l’inquinamento e la deforestazione. Secondo le stime, dal 1985 ad oggi la copertura globale di mangrovie si è dimezzata, e potrebbe ridursi ancora del 50% nei prossimi anni.

Nel cuore di questo scenario critico, l’organizzazione non governativa italiana Mani Tese lavora da oltre dieci anni in Africa orientale, in particolare in Mozambico e Kenya, per invertire la rotta. In Mozambico, grazie al progetto Ethaka cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, l’ONG è attiva nella provincia di Zambezia, nei villaggi di Inhangome, Morropue e Icidua.

Una pianta di mangrovie con le caratteristiche radici scoperte dall’acqua

Qui, attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali, Mani Tese promuove la riforestazione dei mangrovieti. Le attività comprendono la coltivazione di piantine in vivaio e il loro successivo trapianto nelle aree costiere dove potranno crescere e contribuire alla rigenerazione dell’ambiente.

«Dal momento che le foreste di mangrovie offrono un prezioso aiuto in termini di protezione dagli shock climatici e nella preservazione dei terreni costieri e della biodiversità – spiega Samuele Tini, Regional Manager per l’Africa Orientale – ci siamo impegnati in un’attività concreta di riforestazione e conservazione. A questa affianchiamo uno studio condotto in collaborazione con università locali per caratterizzare gli habitat forestali costieri».

Giovani piantine di mangrovia crescono in una zona costiera fangosa

Ma riforestare non basta. Per essere efficace e duraturo, l’intervento deve essere accompagnato da una forte attività di sensibilizzazione. Mani Tese lavora fianco a fianco con le popolazioni locali per far comprendere loro l’importanza delle mangrovie, non solo per la fauna e l’equilibrio degli ecosistemi, ma anche per la sicurezza e il benessere delle comunità stesse. Queste foreste, infatti, agiscono come barriere naturali contro le tempeste e le mareggiate, e sono in grado di catturare grandi quantità di anidride carbonica, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico.

Inoltre, l’ONG promuove l’adozione di fornelli migliorati, che riducono il consumo di legna e l’impatto sul disboscamento, favorendo l’utilizzo di biomassa vegetale in alternativa al taglio delle mangrovie.

Salvare le mangrovie significa quindi proteggere la biodiversità, contrastare il cambiamento climatico, garantire mezzi di sussistenza sostenibili e assicurare un futuro più sicuro per milioni di persone. Un impegno che Mani Tese porta avanti con determinazione, nella convinzione che la difesa dell’ambiente sia inseparabile da quella dei diritti umani.

Veduta aerea su una foresta di mangrovie
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