Mozambico, in calo il bracconaggio di elefanti nel Parco nazionale di Chimanimani

di Tommaso Meo
elefante africano

Il bracconaggio degli elefanti è diminuito del 90% nel Parco nazionale di Chimanimani, nella provincia di Manica, nel Mozambico centrale. L’amministratore del parco, Leonel Macicame, ha attribuito il risultato soprattutto alle campagne di sensibilizzazione e al coinvolgimento delle comunità locali.

Le autorità del parco si preparano ora a rafforzare il monitoraggio satellitare degli elefanti, installando cinque nuovi collari ad altrettanti esemplari, che si aggiungeranno ai tre già in funzione. Il sistema servirà a seguire gli spostamenti delle mandrie, contrastare il bracconaggio e prevenire i conflitti tra popolazione e fauna selvatica.

Secondo Macicame, l’ultimo censimento, pubblicato lo scorso anno, ha registrato 101 elefanti nel parco, con una popolazione in aumento. La direzione ha inoltre avviato interventi per contrastare l’attività mineraria illegale all’interno dell’area protetta.

Il parco di Chimanimani, al confine tra Mozambico e Zimbabwe, fa parte di un’area protetta transfrontaliera di circa 2.500 chilometri quadrati e ospita, oltre agli elefanti, antilopi, primati, leopardi e più di 160 specie di uccelli.

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