Uno studio della Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-Toc) esplora un distretto dove immobiliare, politica e criminalità creano un sistema indissolubile. Dall’uso improprio della giustizia tradizionale maslaha ai rischi legati alle elezioni del 2027, il quartiere si rivela uno specchio nitido delle disuguaglianze e delle fragilità dell’intero Kenya
di Andrea Spinelli Barrile
Secondo uno studio della Global Initiative Against Transnational Organized Crime (Gi-Toc), nel quartiere di Eastleigh, a Nairobi, le economie legali e illegali si intrecciano in modo molto stretto, tra attività commerciali, migrazioni, disuguaglianze e problemi di sicurezza.
Soprannominato “Piccola Mogadiscio”, il quartiere di Eastleigh ospita la più grande comunità somala della capitale keniana ed è uno dei principali centri commerciali della città. Eastleigh è però anche un distretto afflitto dalla violenza di bande criminali, dalla tratta di esseri umani, dal contrabbando, dalla falsificazione di documenti e dal sempre fiorente mercato della droga.
Quando l’illecito finanzia il mercato legale
Lo studio del Gi-Toc, chiamato “Città dei Contrasti”, si basa su cinque tavole rotonde che si sono tenute nella capitale keniana tra novembre 2025 e febbraio 2026. Questi incontri hanno riunito rappresentanti delle forze di sicurezza e delle autorità, della società civile, dei residenti e dei membri della comunità di rifugiati e migranti somali di Eastleigh. Dalle discussioni è scaturito un Patto di sicurezza condivisa: secondo Ken Opala, coordinatore sul campo di Gi-Toc per l’Africa orientale, le ricerche hanno dimostrato che a volte è difficile distinguere tra economia legale e illegale. Spesso, infatti, i gruppi criminali operano in mercati legittimi grazie ai proventi che derivano da attività illecite. In particolare questoa accade nel settore immobiliare, che nella capitale keniana è particolarmente fiorente, e speculativo. Le bande criminali sono un esempio di questa interconnessione: possono essere chiamate in causa dai leader politici per ottenere protezione o per intimidire gli avversari, ma anche dagli imprenditori per difendere i propri interessi o fare pressione sulla concorrenza.
Anche nel settore della proprietà fondiaria è difficile tracciare confini netti tra attività legali e illegali: secondo Opala, i terreni acquisiti illegalmente possono assumere un’apparenza di legittimità grazie a legami con funzionari pubblici compiacenti.
Corruzione e giustizia informale: il ruolo della maslaha
C’è poi un capitolo intero dedicato ai rapporti tra la comunità somala e le autorità keniane, che non sono sempre lineari: i leader economici più benestanti della comunità hanno instaurato rapporti stretti, e ormai consolidati nel tempo, con i servizi pubblici, mentre i residenti più poveri o emarginati vivono di espedienti e si trovano spesso costretti a corrompere la polizia per far sì che le loro denunce, o richieste, vengano semplicemente prese in considerazione. L’utilizzo della maslaha, il tradizionale sistema somalo di risoluzione delle controversie, rappresenta un’ulteriore dimensione di questa situazione: a Eastleigh questo meccanismo può essere utilizzato per risolvere le controversie, ma che anche i casi di reati gravi vengono spesso gestiti attraverso di esso anziché essere deferiti alla polizia o ai tribunali. Il “Patto di sicurezza condivisa” raccomanda pertanto che la maslaha rimanga destinata alle controversie civili e ai reati minori, mentre i crimini gravi siano indirizzati al sistema giudiziario formale.
Anche il fenomeno della tratta di esseri umani, che in Kenya ha una dimensione sconosciuta e preoccupante, illustra i legami tra diverse sfere. Secondo lo studio, alcuni reclutatori sono noti nella comunità e potrebbero avere attività commerciali e uffici registrati, il che complica i procedimenti giudiziari quando le famiglie inizialmente acconsentono agli accordi per poi ritirare le denunce. Queste diverse economie illecite non operano separatamente ma sono strettamente connesse e si rafforzano a vicenda.
Uno specchio delle contraddizioni del Kenya
Con l’avvicinarsi delle elezioni del 2027, i ricercatori consigliano di prestare particolare attenzione ai legami tra bande criminali e politica: a Eastleigh, questi gruppi potrebbero essere coinvolti nella competizione per il controllo dei mercati criminali, ma anche in operazioni di intimidazione o attività legate alle campagne elettorali.
Lo studio evidenzia inoltre l’impatto degli shock climatici sugli spostamenti di popolazione dalla Somalia e dal Kenya settentrionale che si trova costretta a migrare in città, verso Nairobi. L’arrivo di persone vulnerabili senza un alloggio stabile, documenti o sostegno può aumentare la loro esposizione allo sfruttamento.
Tuttavia, è importante non guardare a Eastleigh e alla comunità somala di Nairobi unicamente come pezzi di criminalità ben organizzata o di miserevole disperazione. Piuttosto, il quartiere permette di osservare fenomeni che si estendono oltre i suoi confini, come sono la corruzione, le disuguaglianze, la difficoltà di accesso alla giustizia e i legami tra economia legale e illegale.



