Diversi movimenti sociali regionali tunisini hanno annunciato la propria adesione alla manifestazione del 17 ottobre, promossa dalla centrale sindacale Unione generale tunisina del lavoro (Ugtt) e da una decina di organizzazioni della società civile per denunciare il deterioramento dei diritti economici e politici e delle libertà nel Paese. L’adesione è stata annunciata la scorsa settimana in una conferenza stampa a Tunisi.
Tra i partecipanti ci sono rappresentanti dei movimenti contro l’inquinamento, delle lavoratrici agricole e dei laureati disoccupati, che denunciano l’assenza di dialogo con il governo e le difficoltà nel dare visibilità alle proprie rivendicazioni.
Afef Amami, portavoce dell’associazione dei laureati disoccupati di Gabès, ha denunciato il blocco da parte della polizia di alcuni manifestanti provenienti da Sidi Bouzid, che chiedevano un incontro con il presidente Kais Saied per sollecitare l’applicazione di una legge sull’assunzione dei disoccupati.
Secondo l’avvocato Ayoub Ghedamsi, intervistato da Rfi, la mobilitazione unitaria è necessaria perché le proteste dei singoli movimenti non hanno prodotto risultati. Il 5 ottobre Saied aveva incontrato la prima ministra Sarra Zaafrani e il ministro dell’Occupazione Riadh Chaoued per esaminare l’attuazione della legge approvata nel 2025 sulle assunzioni dei disoccupati.



