Maratona | Eyob meglio di Baldini

di Pier Maria Mazzola
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«Finalmente un italiano», titolava una nota testata sportiva per celebrare la vittoria, dopo 31 anni, appunto di un italiano all’ultima BOclassic Alto Adige, la corsa sui 10 chilometri che si tiene a San Silvestro a Bolzano. L’italiano in questione è Eyob Faniel (società Fiamme oro Padova), che ieri però ha fatto di meglio, ha polverizzato, a Siviglia, il record italiano di maratona, piazzandosi al settimo posto nella classifica generale, dominata nella sua parte alta da etiopi e kenyoti. Eyob ha abbassato di 3 secondi, portando il tempo a 2:07.19, il primato detenuto fino a domenica da Stefano Baldini, che anche i non addetti ai lavori per lo meno ricorderanno come trionfatore alle Olimpiadi di Atene 2004. Con questo successo si conferma il “nostro uomo” a Tokyo.

Ma chi è questo campione? 53 chili spalmati lungo 1 metro e 74 di altezza, il ventisettenne Eyob Ghebrehiwet Faniel è nato ad Asmara, Eritrea, e ci è restato fino al 2004, quando venne in Italia a raggiungere il padre, che lo aveva preceduto sei anni prima. Nel 2015, cioè poco dopo i canonici dieci anni di residenza per ottenere la cittadinanza, diventa a tutti gli effetti un connazionale di Baldini. Per la cronaca, tre anni fa è diventato papà di Wintana. Abita a Bassano del Grappa. Per guadagnarsi da vivere ha anche fatto il manutentore di piscina, informa il sito della Federazione italiana di atletica leggera.

La sua storia sportiva include cinque presenze in nazionale, tra cui la prima alla Coppa Europa del 2017 per i 10.000 metri; quindi primo alla maratona di Venezia e medaglia d’oro a squadre in maratona agli Europei di Berlino 2018, oltre ad altre brillanti partecipazioni. È allenato da Ruggero Pertile.

Eyob, va detto, non era l’unico “nuovo italiano” di spicco a Siviglia. Tre minuti dopo di lui, ha tagliato il traguardo Yassine El Fathaoui, trentottenne di origine marocchina, da vent’anni in Italia. Così parlava di sé in un’intervista a un giornale locale di Reggio Emilia: «Devono venire a vedere i miei allenamenti. Lavoro otto ore e più alla Fornovo Gas di Traversetolo; uso la pausa pranzo per mangiare un panino e correre qualche chilometro. Alle 17 esco e mi vado ad allenare. Pensi che un allenamento prima di Berlino l’ho chiuso piangendo, per la fatica, la tensione e la voglia che avevo di far bene. Solo il sabato e la domenica posso fare i lunghi».

Anche El Fathaoui si prepara ad andare a Tokyo; il terzo è Yassine Rachik, 26 anni – di origine marocchina, vive in provincia di Bergamo –, bronzo nella maratona di Berlino 2018.

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