Le prime forniture di lénacapavir, il nuovo farmaco preventivo contro l’Hiv che richiede soltanto due iniezioni all’anno, sono state consegnate in eSwatini, uno dei Paesi con i più alti tassi di prevalenza al mondo. L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa virtuale del Dipartimento di Stato statunitense, che coordina l’iniziativa insieme a Gilead Sciences e al Fondo mondiale per la lotta contro Aids, tubercolosi e malaria.
Secondo quanto riferito dai responsabili del programma, ripresi dall’agenzia di stampa Apa, eSwatini è il primo Paese africano a ricevere lénacapavir, già approvato negli Stati Uniti e raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel luglio 2025 come nuova opzione di profilassi pre-esposizione (PrEP). L’Oms ha descritto il medicinale come “ciò che più si avvicina a un vaccino contro l’Hiv”, alla luce dei risultati degli studi clinici.
Daniel O’Day, amministratore delegato di Gilead Sciences, ha spiegato che nei test “nessuno dei partecipanti in trattamento ha contratto il virus”, sottolineando il potenziale innovativo della molecola. Le iniezioni semestrali rappresentano un’alternativa ai farmaci orali quotidiani e al cabotégravir iniettabile.
L’iniziativa si inserisce nella strategia sanitaria globale statunitense “America First”, lanciata nel 2025 per rafforzare i sistemi sanitari africani. Il Dipartimento di Stato e il Fondo mondiale prevedono l’acquisto di oltre 2 milioni di dosi di lénacapavir: per il 2026 gli Stati Uniti hanno aumentato l’impegno da 25.000 a 325.000 dosi, mentre il totale disponibile l’anno prossimo sarà di 600.000 dosi, tutte già prenotate.
Dieci Paesi africani beneficeranno inizialmente del programma. In eSwatini più di 6.000 persone ad alto rischio riceveranno il trattamento, con particolare attenzione alla prevenzione della trasmissione madre-figlio. Peter Sands, direttore esecutivo del Fondo mondiale, ha sottolineato che questa innovazione “offre la possibilità di eliminare l’Hiv come minaccia per la salute pubblica, a condizione di un’adozione su larga scala e molto rapida”.
Gilead distribuirà il farmaco senza profitto nei Paesi più colpiti e ha inoltre concesso licenze volontarie a sei produttori di generici, con l’obiettivo di avviare una produzione a costi più bassi entro il 2027.
In eSwatini il programma Pepfar sostiene il trattamento di oltre il 95% delle persone sieropositive: 216.000 su circa 220.000 residenti con Hiv. Secondo l’Oms, nel 2024 sono state registrate 1,3 milioni di nuove infezioni nel mondo, con l’Africa che concentra il 65% delle 40,8 milioni di persone che vivono con il virus.



