Il regno di Eswatini, piccolo Stato dell’Africa australe, sta vivendo una rinascita della propria cucina tradizionale. Si tratta di una fusione tra la semplicità della cucina swazi e l’uso di spezie tipiche delle tradizioni musulmane, soprattutto asiatiche. Il cibo diventa così uno strumento di dialogo e di unione tra culture diverse. Lo riporta l’agenzia Anadolu.
Questa rivoluzione della cucina locale sta influenzando sia le abitudini domestiche sia la ristorazione locale. Un esempio è il ristorante Edladleni, gestito da Dolores Godfrey, che valorizza i cibi indigeni integrandoli con influenze musulmane e promuovendo un’alimentazione sana e naturale. Anche nelle case, molti abitanti utilizzano spezie asiatiche per arricchire i piatti tradizionali.
Questa cucina tradizionale ma aperta sta aprendo nuove vie di scambio culturale, favorendo l’armonia tra gli swazi e le comunità musulmane. “Il cibo nel Paese sta diventando una fonte di unità e riunisce tutti”, ha sottolineato l’imam Luqman Asooka dell’Ezulwini Islamic.
Questo scambio culturale e culinario valorizza la cucina tradizionale africana poiché non la sostituisce, ma la integra. Come sottolinea la ristoratrice Dolores Godfrey, per molto tempo il colonialismo ha messo in secondo piano i sistemi alimentari tradizionali africani. Recuperarli e valorizzarli per portarli “nel futuro” è un modo per preservare la memoria culturale, migliorare il benessere e rafforzare l’autosufficienza alimentare del Paese.



