Grande entusiasmo ha accompagnato l’inserimento del rito nuziale sudanese Jirtig nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, deciso al termine della 20ª sessione del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, svoltasi da lunedì a sabato a Nuova Delhi, in India.
Secondo esperti e osservatori culturali sudanesi, la decisione rappresenta un importante riconoscimento dell’identità culturale del Paese e della ricchezza delle sue tradizioni, in una fase storica particolarmente complessa segnata dal conflitto armato in corso, che ha pesanti ripercussioni anche sul patrimonio culturale.
Il Jirtig non è considerato un semplice rito matrimoniale, ma una celebrazione simbolica profondamente radicata in tradizioni antiche, in parte riconducibili anche a epoche faraoniche. Si tratta di una pratica sociale e spirituale che riflette valori comunitari legati alla prosperità, alla gioia e alla fertilità, tramandati di generazione in generazione.

La cerimonia si articola in più fasi, tra cui l’allestimento dello spazio, l’accoglienza della coppia, l’applicazione della miscela aromatica tradizionale chiamata dareera, la combustione di incenso e il rituale del latte, durante il quale gli sposi bevono e si aspergono simbolicamente. Il momento centrale è segnato dal taglio, da parte dello sposo, di un filo rosso legato alla vita della sposa, gesto che simboleggia il passaggio a una nuova fase dell’esistenza. La celebrazione si conclude con canti e danze popolari accompagnati dalla dalouka, un tamburo tradizionale in terracotta.
In una dichiarazione, il ministro sudanese della Cultura, dell’informazione e del turismo, Khalid Ali Aleisir, ha definito l’inclusione del Jirtig nella lista Unesco come un riconoscimento internazionale della cultura sudanese e una forma di tutela del suo patrimonio autentico. Il ministro ha inoltre sottolineato che il valore di questo riconoscimento risulta amplificato dall’attuale contesto di conflitto, che mette a rischio tradizioni e consuetudini culturali.
Il Sudan è teatro, dall’aprile 2023, di un conflitto armato tra le Forze armate sudanesi e le Rsf, che ha provocato la distruzione di centri culturali, musei e biblioteche, esponendo numerosi siti e pratiche del patrimonio storico e culturale del Paese a gravi rischi.



