Idai, il bilancio delle vittime sale a 800

di Enrico Casale
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I residenti di Beira hanno paura per i focolai di malattie che si stanno accendendo in seguito alla devastazione portata da ciclone Idai. Raccolti in tende, i sopravvissuti alla tempesta condividevano le loro preoccupazioni per l’insorgere di malattie a causa delle condizioni sovraffollate nei rifugi.

«Quando c’è un gran numero di persone, siamo più vulnerabili alla diffusione di malattie; specialmente per chi ha un sistema immunitario debole, è così facile per loro ammalarsi. Non è positivo per noi stare così ammassati e dovremmo essere separati», ha detto una donna trasportata al campo.

«Prima è arrivato il vento e poi molta acqua. Quando abbiamo visto quella massa di acqua, ci siamo spaventati molto», ha detto un residente di Beira raccontando l’impatto del ciclone. «Quando sono venuti ad aiutarci, abbiamo dovuto prendere una barca e siamo andati su una spiaggia. Da lì siamo stati portati alla scuola di Samora, e poi siamo finiti qui».

Martedì scorso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che il Mozambico stava per affrontare un «secondo disastro» causato da colera e altre malattie. Il ministro per il Territorio e l’ambiente del Mozambico, Celso Correia, ha detto che 128.000 persone sono state ammassate in accampamenti di fortuna in seguito al ciclone Idai. A quanto pare, il bilancio delle vittime del ciclone Idai è salito a oltre 800 vittime nei tre Paesi – Mozambico, Zimbabwe e Malawi – colpiti.

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