a cura di Claudia Volonterio
La scena musicale del Mali, un tempo vetrina mondiale di talenti come Salif Keïta, Ali Farka Touré e Fatoumata Diawara, sta attraversando oggi una crisi profonda, tra instabilità politica e difficoltà economiche.
La ricca scena musicale del Mali, conosciuta in tutto il mondo grazie a icone come Salif Keïta, Ali Farka Touré e Fatoumata Diawara e i Tinariwen, sta vivendo un momento di forte crisi. Un approfondimento del Whashington Post fa luce sul declino che ha caratterizzato gli ultimi anni il settore.
Il Mali, oggi stretto nella morsa dell’instabilità e della crisi economica, un tempo era la patria di una vivace scena musicale, patria del desert blues, reso famoso da gruppi come i Tinariwen che hanno portato il genere in festival mondiali e collaborazioni con artisti occidentali. Il forte valore sulla scena musicale mondiale della musica maliana era tale che per anni stelle internazionali come Bono presenziavano al leggendario Festival au Désert, oggi sospeso.

I tempi oggi sono cambiati e i riflettori di iconici locali di Bamako sono spenti e le motivazioni di questa crisi sono molteplici. Pesa la minaccia dei militanti islamisti che controllano aree molto vaste del Paese, impedendo di fatto eventi culturali come il Festival au Désert. L’instabilità e insicurezza si unisce alla crisi economica in cui il Paese è piombato, sia per le politiche della giunta golpista, sia per le sanzioni. A questo si sono aggiunte di recente i tagli degli aiuti internazionali. La mancanza di fondi allontana gli artisti dai palcoscenici e mette in crisi il sostentamento di festival e locali.
Se una volta i musicisti maliani potevano viaggiare, potendo così partecipare a manifestazioni che li hanno fatti conoscere in tutto il mondo, oggi molti di loro non possono più muoversi come prima, stretti tra le chiusure delle sale da concerto che oggi sono semi deserte e la mancanza di aiuti finanziari esterni.
Ma i musicisti maliani non si arrendono e lanciano un appello riportato dal Whashington Post: “Siamo qui e vogliamo continuare. Non vogliamo essere dimenticati”, sottolinea Fadimata Walett Oumar, leader della band Tartit, tra le stelle del Festival au Désert. Oltre alla determinazione degli artisti, anche giovani, che continuano a creare musica, qualche iniziativa lascia sperare che la scena musicale maliana non sia persa del tutto. Tra queste, il governo militare ha dichiarato il 2025 “Anno della Cultura” e sta organizzando festival come la biennale a Timbuktu per promuovere la musica e l’unità nazionale.



