Guinea Bissau, Jonathan accusa: “il golpe è stato messo in scena da Embaló per evitare la sconfitta elettorale”

di claudia

Secondo l’ex-presidente nigeriano Goodluck Jonathan (nella foto), l’ormai ex-presidente della Guinea Bissau Umaro Sissoco Embaló ha organizzato il colpo di stato militare per evitare di perdere le elezioni presidenziali e ha definito l’evento un “colpo di stato cerimoniale”.

L’ex presidente nigeriano ha guidato la missione di osservazione elettorale del West African Elders Forum per monitorare le elezioni presidenziali e legislative in Guinea Bissau ed è tornato in Nigeria giovedì scorso, giorno dopo il golpe militare, dopo essere stato evacuato. Parlando con i giornalisti nigeriani venerdì, alla sua residenza, Jonathan ha detto che non avrebbe definito il golpe di Bissau come “un colpo di stato convenzionale”, sostenendo che questo sia in realtà stato organizzato per ostacolare l’annuncio dei risultati elettorali: secondo Jonathan nessun leader militare avrebbe permesso al presidente deposto di comunicare con i media mentre era in custodia.

Jonathan ha osservato che la denuncia fatta dal presidente Embaló sul fatto di essere stato “arrestato” fatta liberamente al telefono con i media internazionali (a Jeune Afrique, nello specifico) mette in dubbio la plausibilità di tale affermazione: “Quello che è successo in Guinea-Bissau è piuttosto sconvolgente per me, che credo nella democrazia. In effetti, provo più dolore del giorno in cui ho chiamato Buhari per congratularmi con lui dopo aver perso le elezioni: mi addolora che sia stato il presidente Embaló ad annunciare la presa del potere da parte dei militari. È totalmente inaccettabile” ha detto Jonathan.

“Quello che è successo in Guinea-Bissau, non lo definirei un colpo di stato; non è stato un colpo di stato. In mancanza di un termine migliore, dirò che è stato un colpo di stato cerimoniale, perché è stato il presidente Embaló ad annunciare il colpo di stato prima che i militari si presentassero al mondo per dichiarare che erano loro a capo del governo. Embaló aveva già annunciato che c’era stato un colpo di stato, il che è strano. Non solo annunciava il colpo di stato ma, mentre questo era in atto, usava il telefono e si rivolgeva ai media di tutto il mondo per annunciare il suo arresto. Sono nigeriano, ho quasi 70 anni e so come vengono trattati i capi di Stato quando c’è un colpo di stato”.

In questo senso, Jonathan ha lanciato un appello alla giunta militare a Bissau chiedendo che vengano ugualmente pubblicati e diffusi i risultati elettorali, che erano attesi per giovedì ma che non sono mai stati annunciati proprio per via del colpo di stato.

Fernando Dias

Questa mattina la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao) ha sospeso la Guinea Bissau dai suoi organi decisionali in seguito al rovesciamento del presidente Umaro Sissoco Embalo. Lo ha reso noto la stessa Cedeao con una nota ufficiale. Il blocco invita le forze armate a tornare nelle loro caserme e a rispettare la Costituzione.

Questa decisione del Consiglio di mediazione e sicurezza di Cedeao arriva in seguito a uno straordinario vertice virtuale dei capi di Stato e di governo dedicato all’attuale situazione politica del Paese, svoltosi ieri pomeriggio e presieduto dal Presidente di Ecowas in carica e della Sierra Leone Julius Maada Bio. Al termine, il blocco ha espresso profonda preoccupazione per l’attuale crisi politica e ha invitato le forze armate guineane a tornare nelle loro caserme e a rispettare il loro ruolo costituzionale.

La Cedeao ha chiesto il ripristino dell’ordine costituzionale e la ripresa del processo elettorale, mentre la giunta ha ribadito che la transizione durerà circa un anno. Nel frattempo, la Nigeria ha offerto protezione presso la propria ambasciata a Bissau al candidato dell’opposizione della Guinea-Bissau, Fernando Dias, dopo il colpo di Stato che la scorsa settimana ha deposto il governo civile. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri nigeriano, spiegando che la decisione è stata approvata dal presidente Bola Tinubu in risposta a “minacce imminenti” contro Dias.

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