Guerra in Sudan, scomparsi almeno sette giornalisti dopo la presa di El Fasher

di claudia
giornalismo

Il Sindacato dei giornalisti sudanesi (Sjs) ha denunciato di aver perso i contatti con almeno sette reporter dopo la presa di El Fasher, capitale del Nord Darfur, da parte delle Forze di Supporto Rapido (Rsf).

In un rapporto preliminare, l’Sjs ha dichiarato che “i contatti sono stati completamente interrotti con circa sette giornalisti, tra cui due donne, e la loro sorte resta ignota”. In totale, una ventina di giornalisti si trovavano a El Fasher e nel campo per sfollati di Abu Shouk prima degli ultimi scontri. Dodici di loro sono riusciti a fuggire e a raggiungere Tawila in sicurezza.

Il sindacato ha confermato inoltre che cinque giornalisti risultano detenuti o scomparsi per mano delle Rsf. Tra questi figura Moamar Ibrahim, corrispondente di Al Jazeera Mubasher, arrestato mentre tentava di lasciare la città e successivamente “trasferito” a Nyala per essere interrogato con l’accusa di diffamazione e mancanza di imparzialità nella copertura dei fatti.

L’Sjs ha chiesto il rilascio immediato dei reporter detenuti e la protezione dei professionisti dei media, denunciando le azioni delle Rsf come una “grave violazione della libertà di stampa e dei diritti umani”.

Testimonianze dei giornalisti fuggiti riferiscono di gravi condizioni di salute dovute a fame, sete, esaurimento e mancanza di cure mediche. La totale interruzione delle comunicazioni e di Internet a El Fasher, unita alla confisca di telefoni e strumenti di lavoro da parte delle Rsf, rende quasi impossibile verificare il numero esatto di morti, feriti e dispersi. 

(foto di repertorio)

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