Camerun – Nuovi scontri nelle regioni anglofone. Almeno 11 morti

di Marco Simoncelli
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Almeno undici persone di cui cinque membri delle forze di sicurezza del Camerun sono morte nelle regioni anglofone del Nordovest e del Sudovest durante alcuni scontri armati avvenuti nel fine settimana.

Lo hanno riferito ieri alcune fonti della sicurezza citate dalla stampa locale, secondo cui quattro gendarmi sono stati uccisi nel villaggio di Esu, nei pressi della città di Wum, in seguito ad un attacco contro una brigata di gendarmeria locale, mentre un poliziotto è morto nel villaggio di Mutengene, nei pressi della città di Buea, da un gruppo di uomini armati di cui non si conosce l’identità.

Le regioni anglofone del Camerun sono da mesi teatro di tensioni tra separatisti, che vorrebbero la formazione dello stato indipendente dell’Ambazonia, e forze governative. Violenze riesplose lo scorso ottobre in concomitanza con la festa dell’indipendenza nazionale. Da allora si è registrata un’escalation di rapimenti di funzionari camerunesi e scontri, che hanno spinto oltre 7.500 persone a varcare il confine con la Nigeria. La popolazione locale è da mesi in agitazione, con i movimenti separatisti che denunciano la discriminazione della comunità anglofona da parte del governo centrale.

Sabato, dopo due anni di scontri, il governo del presidente Paul Biya ha ammesso che ormai il paese è attraversato da una guerra civile e che i guerriglieri hanno formato un vero e proprio esercito di cittadini protagonisti di una insurrezione armata.

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