Burundi – «Ong, rispettate gli equilibri etnici»

di Enrico Casale
pierre nkurunziza
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Alcuni giorni dopo aver annunciato la sospensione di tutte le Ong internazionali per un periodo di tre mesi, il ministero degli Interni del Burundi ha comunicato le condizioni di lavoro per le organizzazioni e ha minacciato la radiazione per quelle che non si adeguano alle direttive.

Secondo il ministero: nessuna Ong straniera è più legale dal 1° ottobre. Tutte, ad eccezione di quelle che operano in ospedali e scuole, devono cessare le loro attività sul campo. Le Ong internazionali possono ricominciare a lavorare solo se presentano quattro documenti firmati. Sono richiesti un accordo di cooperazione con il ministero degli Affari esteri, un protocollo con il ministero che disciplina il loro settore di intervento, un impegno per il rispetto delle normative finanziarie e, infine, un «piano per la correzione degli squilibri etnici».

È questo l’ultimo punto che è stato finora il principale ostacolo, con alcune Ong che hanno evidenziato problemi di equilibrio etnico tra i propri dipendenti. Il governo però ha deciso di andare avanti dando loro tre mesi per rispondere ai questi requisiti pena la radiazione.

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