Burundi, minacciati i vescovi

di Enrico Casale
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I vescovi cattolici sono stati accusati dalle autorità burundesi di «sputare odio velenoso» dopo che i prelati hanno denunciato l’intolleranza e la violenza politica diffuse in vista delle elezioni del prossimo anno.

Domenica, in tutte le chiese è stato letto un messaggio della Conferenza episcopale cattolica, in cui si diceva che il governo di Bujumbura è intollerante e perseguita chiunque abbia opinioni diverse, e alcuni partiti politici sono stati duramente colpiti. «Gli atti criminali arrivano fino agli omicidi […] perpetrati contro coloro che hanno opinioni diverse nei confronti del governo», è scritto nel messaggio.

Una squadra delle Nazioni Unite, all’inizio di questo mese, ha denunciato numerosi crimini contro l’umanità perpetrati negli ultimi mesi. Il Paese è immerso in una profonda crisi politica dal 2015, quando il presidente Pierre Nkurunziza, dopo mesi di tensioni e contro il dettato della Costituzione, ha imposto la sua candidatura per un terzo mandato, suscitando le proteste da parte dei sostenitori dell’opposizione. Più di 1000 persone sono state uccise nei disordini e 400.000 sono fuggite dal Paese.

Lo scorso anno, i burundesi hanno votato in un referendum un profondo cambiamento della Costituzione che consente a Nkurunziza di rimanere in carica fino al 2034. Per smorzare i toni, però, il presidente ha annunciato che non si ricandiderà l’anno prossimo.

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