Il Burundi accoglierà migranti di Paesi terzi espulsi dagli Stati Uniti

di Tommaso Meo

Il Burundi ha accettato di accogliere migranti di Paesi terzi espulsi dagli Stati Uniti. La portavoce del presidente Evariste Ndayishimiye, Nancy Ninette Mutoni, ha spiegato che le autorità di Bujumbura accoglieranno soltanto le persone non accusate di reati o di legami con il terrorismo.

Al momento non sono stati resi noti i dettagli relativi al numero dei migranti interessati, alle tempistiche dei trasferimenti o agli aspetti finanziari dell’intesa con Washington. Mutoni ha spiegato che sono in corso i preparativi per organizzare l’alloggio, le condizioni di vita e l’integrazione delle persone nelle comunità locali, sottolineando la necessità di una pianificazione rigorosa.

La portavoce ha aggiunto che l’obiettivo del Paese africano è sia rafforzare le relazioni diplomatiche con Washington sia offrire ospitalità a persone in difficoltà, senza escludere la possibilità di concedere la cittadinanza a chi intenda contribuire allo sviluppo nazionale.

Il dipartimento di Stato americano ha dichiarato a Reuters di non volere commentare i dettagli delle comunicazioni diplomatiche riservate, mentre un portavoce del ministero degli Esteri burundese ha affermato che i dettagli dell’intesa non sono ancora disponibili.

L’amministrazione di Donald Trump negli ultimi mesi ha stretto patti di questo tipo con almeno 12 Paesi africani, a volte in modo opaco o ricattatorio, come ha rivelato una recente inchiesta internazionale.

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