• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (4/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (3/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • Etiopia (Monti Bale e Harar)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • Rwanda e Burundi
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 21/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Autore

claudia

claudia

    FOCUS

    La rivolta dei figli contro i “padri eterni”

    di claudia 2 Novembre 2025
    Scritto da claudia

    di Stefano Pancera

    Dalla Tanzania al Camerun e alla Costa d’Avorio, le proteste si moltiplicano nelle città. Le elezioni degli ultimi giorni rivelano un abisso sempre più profondo tra chi governa e chi è governato.

    Tre vittorie elettorali, un unico filo rosso: l’abisso tra chi governa e chi è governato. Le immagini arrivate in questi giorni dalla Tanzania delineano un quadro drammatico: barricate in fiamme e scontri che si estendono ben oltre la capitale commerciale Dar es Salaam con decine di vittime. Forze di sicurezza presidiano i punti nevralgici di diverse città con gas lacrimogeni.

    Anche se la presidente Samia Suluhu Hassan ha “solo” 65 anni e nel contesto dei dinosauri africani, potrebbe sembrare quasi una ragazzina, le elezioni presidenziali dello scorso 29 ottobre in Tanzania sono state descritte da alcuni osservatori come un caso “quasi da manuale” su come neutralizzare l’opposizione senza nemmeno sporcarsi troppo le mani. Prima presidente nella storia del Paese, era stata elogiata dalla popolazione per aver allentato alcune delle restrizioni introdotte da Magufuli, ma oggi è accusata da molti di aver intensificato la repressione.

    Molti dei manifestanti di questi giorni erano giovanissimi tanzaniani: una generazione cresciuta online, che oggi reclama uno spazio politico simile a quello di molti movimenti giovanili in diverse parti del mondo.

    Samia Suluhu Hassan

    Dopo giorni di coprifuoco e silenzio digitale imposto dalle autorità, la connessione a internet sembra parzialmente ripristinata. Nel vuoto informativo i social network diventano così la principale finestra sul Paese: tra video frammentari e racconti di attivisti, emerge il ritratto di una nazione attraversata dalla rabbia, dal desiderio di cambiamento e da un profondo senso di frustrazione.

    In questi processi che sembrano avere ben poco a che vedere con ciò che, per abitudine o mancanza di immaginazione, continuiamo a definire “elezioni”, la Tanzania è solo l’ultima in ordine di tempo, dopo Camerun e Costa d’Avorio.

    In Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, 83 anni, ha ottenuto il suo quarto mandato consecutivo il 25 ottobre 2025, con quasi il 90% dei voti in elezioni segnate da bassa affluenza (50,5%) e da una sostanziale esclusione degli avversari politici. Numeri che non sorprendono nessuno, perché a queste elezioni non c’era davvero nessuno con cui competere.

    paul biya
    Paul Biya

    In Camerun, il 92enne Paul Biya è un enigma vivente. Quando è diventato presidente per la prima volta nel 1982, l’Italia aveva appena vinto i Mondiali in Spagna, negli Stati Uniti c’era Ronald Reagan, l’Unione Sovietica esisteva ancora, ed internet era solo un progetto militare. La settimana scorsa è stato proclamato vincitore dell’ottava elezione consecutiva dal Consiglio costituzionale, con il 53,66% dei voti, in un contesto segnato da proteste violente e da una crescente sfiducia verso le istituzioni. Nel suo annuncio di candidatura su X, aveva scritto: “Il meglio deve ancora venire”.

    Una promessa o una minaccia? Per lui probabilmente il meglio è già arrivato. Ma per i giovani camerunensi che protestano a Douala? Per gli ivoriani che non si sono nemmeno registrati per votare? Per i tanzaniani che non sono andati alle urne ma in piazza, o quelli scomparsi dopo aver osato opporsi?

    Questi leader consolidano il loro potere mentre l’età media in Camerun è di 18 anni, in Costa d’Avorio di 19 anni, in Tanzania poco più di 17 anni. Significa che chi decide del futuro di questi paesi appartiene a un’epoca che per molti è quasi preistoria.

    Ma il tema, in verità, non è l’età anagrafica bensì la convinzione di una parte della classe dirigente africana che il potere sia qualcosa da tenere, e l’opposizione sia un nemico da eliminare, non un interlocutore con cui confrontarsi.

    Controllo capillare delle istituzioni, influenza sulle commissioni elettorali, sulle forze di sicurezza, sui media statali. Costituzioni riscritte, interpretazioni creative sui limiti di mandato, cavilli legali pescati dal nulla per escludere avversari scomodi, arresti politicamente motivati, processi farsa, esili forzati. È un po’ questa la sintesi della ricetta dei governi che si auto-perpetuano: non vincono necessariamente perché sono popolari. Vincono perché il sistema è costruito per farli vincere. Ovviamente non solo in Africa.

    Nessuno di questi regimi sembra avere un piano di successione chiaro. Questi tre casi – Costa d’Avorio, Camerun, Tanzania – sia pur diversi tra loro non sono anomalie. Sono sintomi di un sistema regionale che sta mostrando una volta di più tutte le sue crepe: quello di una comunità in cui i giovani sono sì maggioranza assoluta ma, per contare, devono sfidare il rischio della repressione. Non che la Gen Z africana reclami necessariamente i nostri modelli “democratici”, né che guardi all’Europa o alla Cina come soluzioni salvifiche. Di certo, però, non intende più accettare la pantomima di queste cosiddette “elezioni”. Un confronto che presto o tardi segnerà l’inevitabile destino delle “democrazie sorvegliate” da dinosauri troppo longevi.

    Condividi
    2 Novembre 2025 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROEditoriale

    Perché l’Africa è fuori dai radar?

    di claudia 2 Novembre 2025
    2 Novembre 2025

    di Marco Trovato – direttore editoriale della rivista Africa Da mesi i riflettori dei grandi media internazionali sono puntati quasi esclusivamente su Ucraina e Gaza. Nel frattempo, guerre e crisi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINALibri

    Il libro della settimana: Là dove il vento cambia

    di claudia 2 Novembre 2025
    2 Novembre 2025

    recensione a cura di Stefania Ragusa Un romanzo, solo all’apparenza leggero, che racconta il groviglio di destini incrociati raccolti intorno all’immaginario ospedale missionario Le Providence, in Togo. Qui arriva una …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    In Centrafrica la situazione è calma, ma non troppo: la testimonianza di un missionario

    di claudia 1 Novembre 2025
    1 Novembre 2025

    di Enrico Casale La Repubblica Centrafricana prova a rialzarsi: cessano alcune ostilità, ma povertà, violenze locali e ingerenze straniere mantengono il Paese in bilico tra pace e instabilità. Nella Repubblica …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    La Francia annuncia più di un miliardo di aiuti internazionali alla regione dei Grandi Laghi

    di claudia 1 Novembre 2025
    1 Novembre 2025

    Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un pacchetto di oltre 1,5 miliardi di euro di aiuti internazionali destinati a rafforzare la stabilità, lo sviluppo e la cooperazione tra gli …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • QUADERNI AFRICANI

    Il cammino di Annobón: l’isola dimenticata che immagina Buenos Aires

    di claudia 1 Novembre 2025
    1 Novembre 2025

    Di Eleonora Montani – Centro Studi Amistades APS La vicenda della piccola isola atlantica, parte della Guinea Equatoriale, che per ragioni storiche, politiche e identitarie, intende percorrere la strada verso …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VERONATURA

    Angola, il regno segreto di Falcopolis

    di claudia 1 Novembre 2025
    1 Novembre 2025

    di Ákos Stiller / Panos Pictures Le foreste di Huambo ospitano ogni anno la più maestosa concentrazione di falchi cuculi. La scoperta svela il ruolo cruciale di una regione angolana …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Il Vaticano prepara il primo viaggio di Papa Leone XIV in Africa

    di claudia 1 Novembre 2025
    1 Novembre 2025

     Il Vaticano starebbe preparando il primo viaggio di Papa Leone XIV in Africa e le destinazioni saranno Guinea Equatoriale e Camerun, Paesi in cui la comunità cattolica è molto numerosa. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • SAPORI

    Afandina, i sapori autentici del Nilo nel cuore di Milano

    di claudia 1 Novembre 2025
    1 Novembre 2025

    Afandina è il nuovo ristorante egiziano che porta i sapori del Nilo nel cuore di Milano. Situato in una zona vivace e facilmente raggiungibile, il locale accoglie i clienti con …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWSSOCIETÀStoria

    Giustizia storica per il leader dell’African National Congress Albert Luthuli, fu omicidio

    di claudia 31 Ottobre 2025
    31 Ottobre 2025

    Cinquantotto anni dopo la sua morte, la giustizia sudafricana ha riscritto una pagina della storia nazionale. Un tribunale di Pietermaritzburg ha smentito la versione ufficiale diffusa nel 1967 secondo cui …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NATURANEWS

    La Nigeria approva una legge contro il traffico degli animali selvatici

    di claudia 31 Ottobre 2025
    31 Ottobre 2025

    Il Senato nigeriano ha approvato il disegno di legge sulla conservazione e la protezione delle specie in via di estinzione, un provvedimento che rafforza il quadro giuridico nigeriano contro il …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEO

    Tanzania in fiamme: esplode la rivolta contro la presidente Hassan

    di claudia 31 Ottobre 2025
    31 Ottobre 2025

    Barricate, incendi e assalti a seggi e stazioni di polizia: la Tanzania precipita nel caos dopo le elezioni contestate. Le proteste, guidate da migliaia di giovani, si estendono da Dar …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Il leader camerunese Bakary, “continueremo l’opposizione a Biya”

    di claudia 31 Ottobre 2025
    31 Ottobre 2025

    Issa Tchiroma Bakary, leader dell’opposizione e candidato autoproclamato vincitore delle presidenziali camerunesi, ha annunciato oggi l’avvio della “terza tappa” della sua contestazione al risultato ufficiale, che lo ha dichiarato secondo. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Tanzania, la presidente Hassan in testa ma la rivolta va avanti

    di claudia 31 Ottobre 2025
    31 Ottobre 2025

    Il governo tanzaniano, per fronteggiare le proteste esplose nel giorno delle elezioni generali, due giorni fa, e andate avanti anche nella giornata di ieri, ha schierato l’esercito e imposto il …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIAFOCUS

    Bari capitale dell’innovazione: giovani e imprese per un futuro sostenibile tra Africa e Mediterraneo

    di claudia 31 Ottobre 2025
    31 Ottobre 2025

    a cura della redazione A Bari la Mediterranean Innovation Agrifood Week diventa laboratorio di cooperazione e innovazione. Dal 25 al 28 novembre imprese dal Mediterraneo e dall’Africa condivideranno soluzioni sostenibili …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 50
  • 51
  • 52
  • 53
  • 54
  • …
  • 849

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Ceuta e Melilla, un rapporto svela cosa spinge i nuovi tentativi di ingresso

    21 Agosto 2026
  • Chi è Ras Bath, la voce maliana che sfida il potere condannata al silenzio

    21 Agosto 2026
  • La beninese Angélique Kidjo ha la sua stella ad Hollywood

    20 Agosto 2026
  • Togo, Rsf chiede il rilascio dei due giornalisti francesi

    20 Agosto 2026
  • Molti morti nel crollo di una miniera artigianale in Centrafrica

    20 Agosto 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 21/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl