Abiy Ahmed ha incontrato l’Unione africana: spiragli di pace?

di Diego Fiore
Abiy Ahmed
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«La comunità internazionale non interferisca». Così aveva tuonato il primo ministo etiope Abiy Ahmed, dando l’impressione che non avrebbe accettato alcuna mediazione nel contesto del conflitto in Tigray.

Di pochi minuti fa è la notizia dell’incontro di Abiy Ahmed con una delegazione dell’Unione africana formata da Joaquim Chissano, Ellen Johnson Sirleaf e Kgalema Motlanthe, rispettivamente ex presidenti di Mozambico, Liberia e Sudafrica. Un fatto che sembrerebbe rivelare un ammorbidimento della linea della fermezza del governo etiope. Arrivati ad Addis Abeba nel tentativo di contenere i venti di guerra, i tre sono stati ringraziati «per il supporto» da Abiy Ahmed che però, garantito un corridoio umanitario per i profughi in fuga dal conflitto, non ha rimosso il divieto per l’Unione africana di incontrare quella che definisce «la cricca del Tigray». La strada che porta alla pace è ancora molto lunga. 

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