Ebola, secondo caso confermato in Kenya

di Marco Trovato
ebola

Il Kenya ha confermato un secondo caso di Ebola, a dieci giorni dalla morte di un uomo d’affari che aveva contratto il virus dopo essere arrivato nel Paese dalla Repubblica Democratica del Congo.

Il nuovo paziente, un uomo di 39 anni e parente stretto della prima vittima, era già in quarantena quando ha manifestato i sintomi, martedì. Le autorità sanitarie assicurano che, al momento, non vi sono evidenze di una diffusione del virus nella comunità. L’Organizzazione mondiale della sanità e le autorità sanitarie regionali stanno rafforzando il tracciamento dei contatti.

Nel frattempo l’epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo resta fuori controllo, con una trasmissione ancora intensa nelle province orientali di Ituri e Nord Kivu. Secondo l’ultimo aggiornamento del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), pubblicato oggi sulla base dei dati disponibili fino al 12 ottobre, il Paese ha registrato 9.144 casi confermati e 4.410 decessi. Altri focolai interessano diverse province, mentre la diffusione geografica continua ad ampliarsi.

L’epidemia, dichiarata nel maggio 2026, è provocata dal virus Bundibugyo, una rara variante del virus Ebola per la quale non sono attualmente disponibili vaccini autorizzati né trattamenti specifici approvati. La risposta sanitaria è resa più difficile dall’insicurezza, dalla mobilità della popolazione e dalle difficoltà nel rintracciare tutti i contatti delle persone contagiate.

L’impatto va oltre i decessi direttamente attribuiti al virus: secondo l’UNICEF, oltre 1.900 bambini nell’est del Congo hanno perso i genitori o sono stati separati dai propri familiari a causa dell’epidemia. La paura del contagio e la disinformazione stanno inoltre allontanando molte persone dai servizi sanitari essenziali.

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