Leader e attivisti dell’Africa occidentale si schierano contro la deriva della giunta militare in Guinea Bissau

di Tommaso Meo
ecowas

Ventiquattro personalità e attivisti politici di Senegal, Capo-Verde e Guinea Bissau hanno sollecitato con una lettera aperta la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) a un maggiore coinvolgimento per risolvere la crisi politica che la Guinea-Bissau sta affrontando.

Il Paese attraversa in questi mesi una transizione militare al momento pacifica ma totalmente al di fuori del diritto, dopo che i militari hanno preso il potere nel novembre 2025 con un colpo di Stato che ha rovesciato il presidente Umaro Sissoco Embalo.

Tra gli autori della lettera aperta ci sono gli ex primi ministri di Guinea-Bissau e Capo Verde, Aristides Gomes e António Gualberto, gli ex ministri senegalesi Cheikh Tidiane Gadio e Abdoulaye Bathily ed anche la figlia di Amílcar Cabral, la storica Iva Cabral. I firmatari definiscono «preoccupante» la situazione a Bissau, con numerosi esponenti dell’opposizione in carcere o silenziati, per i quali è stato chiesto il rilascio immediato.

Nel frattempo, l’ex presidente Embal ha annunciato la propria candidatura alle prossime elezioni presidenziali, previste il 6 dicembre di quest’anno. Il suo ritorno preoccupa il principale partito di opposizione, il Paigc; secondo il suo suo presidente, Domingos Simoes Pereira, questo sviluppo potrebbe servire a escludere gli altri candidati.

Ad agosto la giunta militare ha convocato un referendum costituzionale, approvato dal 70% dei votanti, che ha introdotto una nuova Costituzione destinata a rafforzare i poteri del presidente, superando l’attuale sistema semiparlamentare.

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