Alla ricercatrice etiope Timnit Gebru il “Nobel alternativo” 2026

di Tommaso Meo
Timnit Gebru

La ricercatrice etiope-statunitense Timnit Gebru ha ricevuto il Right Livelihood Award 2026, riconoscimento conosciuto anche come “Premio Nobel alternativo”, per il suo lavoro sui rischi sociali e ambientali legati all’intelligenza artificiale (Ai) e contro la concentrazione di potere nel settore tecnologico. I vincitori sono stati annunciati a Stoccolma dalla fondazione Right Livelihood.

Nata in Etiopia nel 1983 in una famiglia di origine eritrea, Gebru ha lasciato il Paese a 15 anni durante il conflitto tra Etiopia ed Eritrea e ha successivamente chiesto asilo negli Stati Uniti. Laureata con un dottorato in Ingegneria elettrica all’Università di Stanford, è fondatrice dell’Istituto di ricerca sull’intelligenza artificiale distribuita (Distributed Artificial Intelligence Research Institute, Dair).

La giuria internazionale del premio ha spiegato di averla scelta «per aver sfidato la concentrazione di potere nell’intelligenza artificiale e promosso una tecnologia digitale radicata nella giustizia, nell’esperienza vissuta e nella capacità di azione delle persone».

Le ricerche di Gebru si sono concentrate in particolare sui pregiudizi incorporati nei sistemi di Ai, sulle condizioni dei lavoratori impiegati nell’addestramento e nella moderazione dei sistemi e sui costi ambientali dei modelli di grandi dimensioni. La ricercatrice ha inoltre cofondato Black in AI, iniziativa nata per aumentare la presenza delle persone nere nel settore.

Gebru ha lavorato in precedenza per Google, dove era corresponsabile del gruppo dedicato all’etica dell’Ai, prima di lasciare l’azienda nel 2020 in seguito a una controversia legata a un articolo scientifico sui rischi dei grandi modelli linguistici.

«Spero che questo premio trasmetta ad altri scienziati e ingegneri il messaggio che la scienza può incorporare una prospettiva basata sui diritti umani», ha dichiarato Gebru.

Gli altri vincitori del Right Livelihood Award 2026 sono l’avvocata pakistana per i diritti umani Jalila Haider, l’Assemblea delle donne rurali dell’Africa australe e l’Associazione dei giovani avvocati della Georgia. La cerimonia di consegna è prevista il 1° dicembre a Stoccolma.

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