In Marocco ci sarà una prima ministra donna per la prima volta nella storia

di Tommaso Meo
Fatima Mansouri

Fatima Zahra Mansouri leader Partito autenticità e modernità (Pam), di orientamento progressista, è stata scelta come nuova prima ministra del Marocco in seguito ai risultati delle elezioni parlamentari del 23 settembre. La sua formazione, vicina alla monarchia, ha ottenuto 97 seggi su 395.

Dopo essere stata ricevuta ieri da re Muhammad VI al palazzo Reale di Rabat e avere avuto l’incarico di formare l’esecutivo, Mansouri ha rilasciato una dichiarazione ai media definendo la sua nomina «una storica pietra miliare». La scelta, per la prima volta nella storia del Regno, di una donna per guidare il governo «è un momento importante per me e per tutte le donne marocchine» ha aggiunto.

Mansouri, 50 anni, di professione avvocato, ha iniziato la carriera politica nel 2007 nel Movimento di tutti i democratici. Nel 2008 è stata tra i fondatori del Pam, di cui ha presieduto il Consiglio Nazionale dal 2015 al 2024. È stata deputata (2011-2016 e 2016-2021) e sindaca di Marrakech per due mandati (2009-2015 e dal 2021 in poi). Tra il 2021 e il 2026 ha inoltre ricoperto la carica di ministro della Pianificazione territoriale nazionale, dell’Urbanistica, dell’Edilizia abitativa e delle Politiche urbane.

La neo-nominata premier ha annunciato l’avvio delle consultazioni interne al Pam e con le altre forze politiche per proporre una squadra di governo che soddisfi le aspettative del re e dei cittadini. «Siamo pienamente consapevoli dell’importanza di questo passo e delle grandi aspettative, soprattutto dei giovani – ha osservato -. Svilupperemo un programma con soluzioni realistiche e concrete».

Il Pam è diventato per la prima volta il primo partito del parlamento marocchino. La formazione ha già fatto parte del governo uscente, ma con un ruolo secondario. Dal 2021, infatti, l’esecutivo è stato guidato da Aziz Akhannouch, alla testa dell’Rni, un partito liberale e conservatore, che però alle ultime elezioni ha perso molti voti ed è sceso da 102 a 66 seggi. Della coalizione di governo faceva parte anche l’Istiqlal, partito nazionalista e conservatore, che ha ottenuto 65 seggi. All’opposizione, invece, è cresciuto il Pjd la forza islamista e conservatrice che ha guidato il Paese dal 2011 al 2021 e che ora è passata da 13 a 54 seggi.

Con le elezioni legislative del 23 settembre, la presenza femminile nel nuovo parlamento marocchino è salita a 107 deputate, rispetto alle 96 elette nel 2021. La rappresentanza delle donne alla Camera raggiunge così il 27,1% dei 395 seggi totali, in crescita rispetto al 24,3% della precedente legislatura.

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