È il giorno della sentenza di primo grado per l’omicidio di Giulio Regeni

di Tommaso Meo

È attesa oggi la sentenza di primo grado della prima Corte d’Assise di Roma nel processo per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni, a più di dieci anni dell’accaduto. Nel procedimento sono imputati quattro appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani. Poco dopo l’inizio della seduta, i giudici sono andati in camera di consiglio per decidere, rinviando l’udienza alle 18:00.

Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha chiesto l’ergastolo per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, che l’accusa ritiene responsabile materiale dell’uccisione, e 17 anni e mezzo di reclusione ciascuno per Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Tareq Sabyr. I quattro imputati non hanno partecipato al processo e risultano formalmente irreperibili.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, gli apparati di sicurezza egiziani avrebbero scambiato l’attività di ricerca di Regeni per un’operazione di intelligence ostile. Le difese hanno contestato l’impianto accusatorio e sostenuto una diversa ricostruzione del sequestro e dell’omicidio, attribuendoli a gruppi terroristici.

Regeni, originario del Friuli, si trovava in Egitto per una ricerca di dottorato dell’Università di Cambridge sul mondo del lavoro e sui sindacati indipendenti. Il ricercatore scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016; il suo corpo, con segni di tortura, fu ritrovato il 3 febbraio sulla strada che porta ad Alessandria.

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