Più di 200 jihadisti uccisi nei nuovi raid coordinati tra le forze nigeriane e il comando Usa

di Tommaso Meo
uomo armato

Le forze armate nigeriane e il Comando degli Stati Uniti per l’Africa (Africom) hanno annunciato di aver condotto una serie di operazioni congiunte nel nord-est della Nigeria contro i miliziani di Boko Haram e dello Stato Islamico nella Provincia dell’Africa Occidentale (Iswap), eliminando oltre 200 combattenti.

Il portavoce del Comando generale della Difesa nigeriana, Samaila Mohammed Uba, ha riferito che gli attacchi coordinati hanno colpito campi operativi, depositi logistici e rifugi utilizzati dai gruppi armati, riducendone significativamente le capacità operative. Secondo il funzionario militare, la cooperazione con Washington ha rafforzato le capacità strategiche nigeriane nei settori dell’intelligence, della sorveglianza e della ricognizione, consentendo di individuare e neutralizzare obiettivi sensibili con maggiore efficacia.

La Nigeria combatte da oltre quindici anni un’insurrezione jihadista che vede protagonisti proprio Boko Haram e l’Iswap, fazioni responsabili di decine di migliaia di vittime e di milioni di sfollati, concentrati soprattutto negli Stati nord-orientali di Borno, Adamawa e Yobe.

A gennaio gli Stati Uniti avevano annunciato l’intenzione di ampliare la cooperazione con le forze armate nigeriane sia nel nord-est sia nel nord-ovest del Paese. Nonostante la stretta collaborazione sul piano della sicurezza, negli ultimi anni non sono mancate divergenze politiche tra i due partner. Le frizioni si concentrano in particolare sulle interpretazioni delle cause profonde della violenza: le autorità nigeriane le attribuiscono principalmente al terrorismo jihadista e alla criminalità organizzata, mentre l’amministrazione Trump ha legato il conflitto alla volontà di sterminare le comunità cristiane locali.

L’efficacia della controffensiva sul campo è stata rivendicata anche dal presidente nigeriano, Bola Tinubu, il quale ha dichiarato in un recente discorso che oltre 13.000 «terroristi» sono stati neutralizzati nel corso dell’ultimo anno. Durante il suo intervento, il capo di Stato ha assicurato che il numero delle vittime legate all’insurrezione jihadista nel Paese è diminuito dell’81% rispetto al momento del suo insediamento, avvenuto nel 2023. Tinubu ha inoltre evidenziato l’impatto positivo delle strategie di disarmo, annunciando che dal 2023 a oggi più di 124.000 miliziani e persone a loro carico hanno deposto le armi.

Secondo i funzionari di entrambi i Paesi, le operazioni congiunte proseguiranno nei prossimi mesi con l’obiettivo di consolidare la sicurezza regionale e sradicare definitivamente la minaccia rappresentata da Boko Haram e dall’Iswap nell’Africa occidentale.

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