Rd Congo, Hrw denuncia uccisioni di civili e stupri durante l’occupazione di Uvira

di Tommaso Meo

L’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch ha accusato i ribelli dell’M23 e l’esercito ruandese di aver commesso uccisioni, stupri e rapimenti durante l’occupazione della città di Uvira, nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

Secondo un rapporto pubblicato oggi, le violenze sarebbero avvenute durante un mese di controllo della città da parte del movimento ribelle sostenuto da Kigali. L’organizzazione riferisce di esecuzioni sommarie, sparizioni forzate e abusi sessuali contro la popolazione civile, sostenendo che le operazioni siano state condotte con il coinvolgimento diretto delle forze armate ruandesi.

Human Rights Watch afferma di aver raccolto oltre 130 testimonianze tra sopravvissuti, residenti, funzionari congolesi e fonti delle Nazioni Unite. Il rapporto documenta almeno 53 civili uccisi, decine di feriti e circa 200 mila sfollati dopo la presa di Uvira, città strategica della provincia congolese del Sud Kivu.

I combattenti dell’M23 «hanno sparato prima al mio vicino alla testa» ha detto uno dei 130 residenti intervistati da Hrw. Un altro ha detto di aver visto uccidere quattro membri della sua famiglia. L’organizzazione afferma di aver documentato otto casi di stupro presumibilmente commessi dai ribelli e dai soldati ruandesi durante l’occupazione.

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno più volte accusato il Ruanda di appoggiare logisticamente e militarmente le operazioni dell’M23 nella Repubblica Democratica del Congo, ma Kigali ha sempre negato di sostenere il gruppo.

L’M23 ha conquistato Uvira pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha mediato un accordo di pace tra il presidente della Repubblica Democratica del Congo Felix Tshisekedi e il suo omologo ruandese Paul Kagame. I ribelli si sono ritirati da Uvira a gennaio a seguito di intense pressioni diplomatiche.

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