Dopo oltre due anni di crisi sanitaria, la Repubblica Democratica del Congo ha dichiarato conclusa l’emergenza nazionale legata al Mpox, pur mantenendo alta l’attenzione su un virus che non è ancora stato completamente debellato. L’annuncio è stato dato durante una cerimonia ufficiale a Kinshasa, alla quale hanno partecipato funzionari governativi, esperti sanitari e partner internazionali.
Il ministro della Sanità Pubblica, Samuel-Roger Kamba, ha dichiarato che l’epidemia è stata tenuta sotto controllo grazie agli insegnamenti tratti da precedenti crisi sanitarie, in particolare dall’epidemia di ebola. «Non abbiamo ancora debellato il virus, ma abbiamo posto fine all’epidemia», ha affermato il ministro, sottolineando la necessità di mantenere la sorveglianza e la preparazione per prevenire qualsiasi recrudescenza. Kamba ha ricordato che il Paese ha dovuto affrontare contemporaneamente diverse epidemie, tra cui Mpox, colera ed ebola.
Secondo l’Istituto Nazionale di Ricerca Biomedica (Inrb), tra la prima settimana del 2024 e la seconda settimana del 2026 sono stati analizzati oltre 80.000 campioni, con oltre 34.000 casi confermati in laboratorio e più di 2.200 decessi segnalati.
Il mpox (precedentemente noto come vaiolo delle scimmie) è una malattia infettiva causata da un virus appartenente allo stesso gruppo del vaiolo umano. Si trasmette principalmente attraverso il contatto stretto con persone infette, fluidi corporei o oggetti contaminati, e si manifesta con febbre, dolori muscolari, linfonodi ingrossati ed eruzioni cutanee. Nella maggior parte dei casi è autolimitante e guarisce in poche settimane, ma può risultare più grave per soggetti vulnerabili.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’Mpox un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale nell’agosto 2024, prima di revocare questo status per l’Africa nel settembre 2025.



