In Marocco c’è un nuovo progetto di legge per regolamentare le valute digitali

di claudia

Il Marocco ha compiuto un passo decisivo per regolamentare il settore delle valute digitali. Il ministro dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato un progetto di legge per gli “asset-crypto” che introduce, per la prima volta nel Paese, un quadro legale destinato alle attività legate alle criptovalute. Lo riporta il sito Le Matin.ma.

Il testo definisce i prestatori di servizi sugli asset-crypto e gli emettitori di token come operatori autorizzati, stabilisce un regime di licenza obbligatorio per le piattaforme di scambio e i soggetti che vogliono operare sul pubblico, e impone requisiti rigorosi in termini di capitale, governance e conformità.

Il progetto di legge copre in particolare “i token utilitari” (che danno accesso a beni o servizi) e i “stablecoin” (token legati ad asset volti a mantenere valore stabile). Sono invece esclusi strumenti quali la finanza decentralizzata (DeFi), i non-fungible tokens (Nft) e il mining, almeno nella versione attuale del testo.

Obiettivo dichiarato dal governo: proteggere gli investitori, garantire la trasparenza, prevenire il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, e rafforzare l’integrità dei mercati finanziari del Regno unito all’internazionalizzazione del settore — in linea con le raccomandazioni del Groupe d’action financière (Gafi) e del Fmi.

Se adottata, questa normativa porrebbe il Marocco tra i Paesi africani più avanzati dal punto di vista della regolamentazione delle criptovalute, aprendo potenzialmente nuovi spazi per fintech e innovazione digitale, pur sollevando qualche timore per i requisiti di ingresso potentemente selettivi per le start-up locali.

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