Nato nel 2022 come la più grande biblioteca fotografica del continente, il centro fondato da Paul Ninson oggi si amplia con l’Awo Institute, uno spazio vivo fatto di archivi, mostre, corsi e incontri aperti alla comunità, puntando a diventare un punto di riferimento per la memoria culturale africana.
Nel 2022 ha aperto i battenti ad Accra, in Ghana, il centro Dikan, la più grande biblioteca fotografica dell’Africa. Fondato dal regista e fotografo Paul Ninson conta un patrimonio di più di trentamila libri fotografici che lui stesso ha raccolto negli anni. Unico nel suo genere, il centro è stato realizzato grazie a una campagna di crowdfunding. Dopo tre anni questo prezioso luogo di documentazione si ingrandisce. Parte del centro è oggi l’’Awo Institute, destinato al lavoro di archiviazione, digitalizzazione e conservazione di fotografie, vinili, CD, cassette, VHS e documenti storici.
L’obiettivo principale del centro Dikan è sempre stato quello di preservare la memoria e la cultura del continente, messa in pericolo negli anni del colonialismo quando, spiega Ninson, molte opere furono trafugate per essere studiate in Occidente. Ma oggi, sottolinea il fotografo, una biblioteca non basta più. Awo Institute è un’estensione che rende vivo quanto è conservato nel centro Dikan, attraverso mostre, dibattiti, incontri, corsi. “Riunendo musica, storie orali e cultura visiva, abbiamo trasformato la biblioteca in uno spazio vivo, dove la conoscenza non viene solo conservata, ma condivisa, dibattuta e reimmaginata. Ha dato alla biblioteca una nuova energia, rendendola parte di un ecosistema più ampio per la creatività e l’educazione africana”, ha spiegato Ninson ad Okay Africa.
Le sfide per mantenere in vita l’archivio sono molte, sia da un punto di vista della conservazione, che da un punto di vista della economico e della comunicazione. Ma il Dikan Center continua a crescere, puntando a diventare un punto di riferimento per la memoria culturale africana.



