Un tribunale di Johannesburg ha condannato sette cittadini cinesi a 20 anni di carcere per traffico di esseri umani e lavoro forzato. Il gruppo era stato riconosciuto colpevole il 25 febbraio per aver sfruttato, tra il 2017 e il 2019, 91 cittadini malawiti privi di documenti. Le vittime erano impiegate in un impianto tessile di cotone situato a Village Deep, nella zona industriale a sud di Johannesburg, dove lavoravano in condizioni disumane.
Secondo gli atti processuali ripresi dai media locali, i lavoratori erano costretti a turni di 11 ore al giorno, sette giorni su sette, senza formazione né dispositivi di sicurezza adeguati. La polizia aveva scoperto la situazione il 12 novembre 2019, durante una perquisizione nello stabilimento in cui i malawiti erano confinati e privati della libertà.
L’accusa aveva richiesto l’ergastolo per gli imputati. I documenti giudiziari identificano i condannati come Shu-Uei Tsao, 42 anni, Biao Ma, 50, Hui Chen, 50, Quin Li, 56, Zhou Jiaquing, 46, Junying Dai, 58, e Zhilian Zhang, 51.



