Il gruppo jihadista affiliato ad Al Qaeda, chiamato Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani, Jnim) e operante in Africa occidentale, ha ucciso decine di civili e otto soldati in Togo quest’anno. Lo ha detto il ministro degli Esteri togolese Robert Dussey alla Reuters, in quello che l’agenzia stampa definisce “un raro riconoscimento ufficiale del bilancio” dei morti nei sempre più numerosi attacchi del gruppo Jnim.
Secondo Dussey ci sono circa 8.000 militari togolesi nel nord del Paese, tra il Togo e il vicino Burkina Faso, ma di recente proprio il Jnim sta intensificando gli attacchi in Burkina Faso: Dussey ha detto che, in tal senso, la cooperazione del Togo con il Burkina Faso è molto buona e ha detto che il Togo funge da “ponte” tra la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), di cui è membro, e la Confederazione degli stati del Sahel (Aes), composta da Burkina Faso, Mali e Niger, Paesi governati militarmente che hanno lasciato Ecowas nell’ultimo periodo.
Dussey ha detto che quest’anno sono stati perpetrati 15 attacchi nel nord del Togo da parte del Jnim ed ha stimato il bilancio delle vittime civili a 54. Negli ultimi anni il Togo ha assistito a un aumento dell’attività jihadista, con i gruppi legati allo Stato islamico e ad al Qaeda che si sono diffusi dal Sahel, trovando rifugio spesso nelle zone di confine con i Paesi saheliani. In più quest’anno, l’ondata di attacchi verificatasi tra maggio e giugno ha segnato uno dei periodi più letali nella storia recente del Sahel, evidenziando la minaccia rappresentata dai gruppi jihadisti in un momento in cui i governi regionali sono lontani dagli ex alleati militari occidentali.
La violenza nella regione a sud del Sahara è iniziata quando gruppi jihadisti hanno intercettato la ribellione tuareg nel nord del Mali, nel 2012. Da allora, gruppi legati ad Al Qaeda e allo Stato islamico hanno conquistato porzioni sempre più vaste di territorio nonostante i costosi sforzi militari per respingerli, diffondendosi in Burkina Faso e Niger e, più di recente, nel nord dei Paesi costieri come il Togo e il Benin. Negli ultimi 13 anni, decine di migliaia di persone sono state uccise e milioni sono state sfollate a causa dei combattimenti.



