Rd Congo, al via il processo all’ex presidente Kabila

di claudia
Joseph Kabila

Si apre questa mattina presso l’Alta corte militare di Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo (Rdc), lo storico processo a Joseph Kabila, ex-presidente al quale è stata revocata l’immunità parlamentare proprio per imputarlo di tradimento, partecipazione a un movimento insurrezionale, crimini contro la pace e la sicurezza dell’umanità, omicidio volontario con armi da fuoco, stupro, tortura, deportazione e occupazione forzata della città di Goma.

Il processo, avviato dal Revisore generale delle Forze armate della Rdc (Fardc), si apre in mattinata con la prima, storica, udienza, alla quale probabilmente Kabila non parteciperà, in un contesto di costanti e crescenti tensioni politiche e di sicurezza nel Paese, in particolare nelle province orientali del Nord Kivu, del Sud Kivu e dell’Ituri, dove la violenza perpetrata da vari gruppi armati, tra cui l’M23, ha esacerbato una crisi umanitaria che dura da un trentennio.

La revoca dell’immunità di Kabila, un evento senza precedenti per un ex-capo di Stato congolese, è stata motivata da approfondite indagini giudiziarie condotte dal procuratore generale, supportate da testimonianze e prove raccolte sul campo e ancora oggi Kabila, che ha guidato la Rdc dal 2001 al 2019, rimane una figura divisiva, che gode di un sostegno significativo in diverse regioni del Paese.

Joseph Kabila sarà l’elefante nella stanza all’Alta corte ma non si presenterà al processo: tornato a Goma alla fine di maggio, l’ex presidente è attualmente fuori la capitale del Nord Kivu, ma tornerà, secondo il suo entourage, poiché Goma è ormai diventata “il suo quartier generale”: la tesi dell’accusa si basa proprio sulla presenza di Kabila a Goma, città sotto il controllo dei ribelli dell’M23, ma anche e soprattutto sulla testimonianza di Eric Nkumba: stretto collaboratore di Corneille Nangaa, leader dell’Afc/M23, Nkumba è attualmente in carcere ed stato condannato a morte lo scorso anno per la sua partecipazione alla ribellione nell’est del Paese.

Il processo si apre in un momento storico molto delicato per il Paese africano: Kinshasa sta negoziando la pace proprio con i ribelli dell’Afc/M23 e la settimana scorsa, una dichiarazione di principi è stata firmata a Doha, in Qatar, mentre soltanto ieri, da Addis Abeba in Etiopia, è stato diffuso un comunicato congiunto tra Rdc, Ruanda e Unhcr sul rimpatrio volontario dei rifugiati, che illustra le misure adottate per affrontare la crisi umanitaria. Progressi che, tuttavia, ancora non hanno messo a tacere le armi.

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