Una nuova era per l’industria cinematografica della Sierra Leone

di claudia

Il governo della Sierra Leone ha ufficialmente approvato la Politica cinematografica nazionale 2025, passo importante verso la trasformazione delle industrie creative e culturali del Paese in un pilastro dinamico dello sviluppo nazionale. Lo riportano i media sierraleonesi, che citano il ministro dell’Informazione e dell’educazione civica, Chernor Bah, secondo cui questa politica costituisce il primo quadro legislativo completo volto a professionalizzare, regolamentare e promuovere l’industria cinematografica sierraleonese. L’approvazione del Consiglio dei Ministri consente al ministro di avviare la legislazione necessaria e procedere alla piena attuazione di questa politica innovativa.

© Andrea Frazzetta / LUZ agency

La Politica cinematografica nazionale stabilisce una base moderna per lo sviluppo del cinema in Sierra Leone come motore per la creazione di posti di lavoro, gli investimenti e l’affermazione dell’identità nazionale: include un quadro giuridico e istituzionale per regolamentare e coordinare la produzione cinematografica sotto l’egida della Commissione per i media indipendenti (Imc), la creazione di un Fondo cinematografico nazionale per finanziare produzioni, programmi di formazione e festival, incentivi fiscali e rimborsi per attrarre investimenti locali e stranieri, un sistema di permessi unico per semplificare le autorizzazioni alle riprese e l’istituzione di una Città del Ccnema, istituti di formazione regionali e cinema mobili per ampliare l’accesso al cinema in tutto il paese.

Per garantire un’attuazione efficace, sono state create diverse istituzioni: la Direzione per la censura cinematografica e video dell’Imc, responsabile della classificazione, delle licenze e della conformità; il Consiglio nazionale per i cineasti della Sierra Leone (Ncmmsl), l’organismo che riunisce registi, corporazioni e sindacati; il Sierra Leone institute of film and media studies, per la formazione e la certificazione professionale; e l’Archivio cinematografico nazionale, per preservare il patrimonio audiovisivo del Paese.

Si prevede che questa iniziativa genererà nuove opportunità per i giovani creativi, posizionerà la Sierra Leone come destinazione cinematografica regionale e sosterrà la partecipazione del Paese all’Area di libero scambio continentale africana (Afcfta) per i contenuti audiovisivi. Tra i suoi obiettivi figurano la creazione di migliaia di posti di lavoro nell’economia creativa, l’attrazione di maggiori investimenti esteri, il rafforzamento dell’identità nazionale e delle esportazioni culturali, nonché la promozione dell’inclusione di genere e della partecipazione dei giovani alle arti.

“Dopo anni di ritardi, stiamo entrando in una nuova era per l’industria cinematografica della Sierra Leone. Il presidente Bio ha dato chiare istruzioni per andare avanti con coraggio e, con l’autorità del Consiglio dei ministri, siamo pronti a trasformare decenni di sogni in azioni concrete, costruendo un’industria cinematografica dinamica che generi posti di lavoro, orgoglio civico e progresso ” ha detto Chernor Bah. Il ministero inizierà a collaborare con altri dipartimenti, partner di sviluppo, il settore privato e la comunità cinematografica per attuare questa ambiziosa politica.

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