La notte scorsa il presidente della Repubblica democratica del Congo (Rdc) Felix Tshisekedi ha rivelato la composizione del nuovo governo di Kinshasa, che sarà guidato dalla prima ministra Judith Suminwa.
La nuova squadra di governo, nell’ipotesi iniziale doveva essere un semplice rimpasto, conta 53 membri, come il precedente, e include alcuni esponenti di altri partiti: in particolare, si nota il ritorno di Adolphe Muzito, ex primo ministro sotto Joseph Kabila, che è stato nominato vice primo ministro responsabile del Bilancio e che torna al potere dopo 13 anni di assenza.
Floribert Anzuluni, ex coordinatore del movimento cittadino Filimbi e candidato sconfitto alle elezioni presidenziali del 2023, assumerà la carica di ministro dell’Integrazione regionale, Guillaume Ngefa-Atondoko, ex responsabile delle Nazioni unite per i diritti umani in Mali, da dove è stato espulso nel 2023, è stato nominato ministro della Giustizia, mentre Grace Kutino, giovane pastore di una chiesa revivalista, è stata nominata a capo del ministero della Gioventù.
Sono stati invece confermati Doudou Fwamba alle Finanze, Therese Kayikwamba agli Affari esteri, Patrick Muyaya alla Comunicazione, Julien Paluku al Commercio estero e tutti i vice primi ministri del precedente governo. Jacquemain Shabani resterà alla guida del ministero dell’Interno, Jean-Pierre Bemba resterà ai Trasporti e sono stati confermati anche i titolari della Difesa, Guy Kabongo, e Jean-Pierre Lihau, alla Pubblica amministrazione.
Nell’elenco diffuso stanotte dalla presidenza congolese tuttavia si notano soprattutto le assenze: non figura alcuna figura di spicco della società civile o dell’opposizione radicale, come invece era stato paventato dallo stesso Tshisekedi.



