La polizia sudafricana ha avviato un’indagine su Duduzile Zuma-Sambudla, figlia dell’ex presidente Jacob Zuma, e su altre due persone per il presunto coinvolgimento nel reclutamento di 17 uomini sudafricani inviati a combattere per la Russia nel conflitto in Ucraina. Lo riferisce Reuters, citando fonti di polizia.
L’inchiesta è stata avviata dopo una richiesta formale presentata da Nkosazana Bongamini Zuma-Mncube, sorellastra di Zuma-Sambudla, che accusa la parlamentare del partito uMkhonto weSizwe (Mk) di aver attirato gli uomini in Russia con false promesse, sostenendo che sarebbero stati formati come guardie del corpo. Zuma-Mncube ha dichiarato che i 17 sudafricani sarebbero stati consegnati a un gruppo mercenario russo per essere dispiegati sul fronte ucraino “senza piena consapevolezza o consenso”.
All’inizio di novembre, l’ufficio del presidente Cyril Ramaphosa aveva confermato di aver ricevuto “richieste di aiuto” da parte degli stessi uomini, di età compresa tra 20 e 39 anni, rimasti bloccati nella regione del Donbas. In un comunicato, la presidenza aveva affermato che ai cittadini erano stati prospettati “contratti di lavoro lucrativi”, aggiungendo che Ramaphosa aveva disposto un’indagine per chiarire le modalità del loro reclutamento.
Il caso è stato trasferito all’unità investigativa speciale Hawks. Zuma-Sambudla non ha risposto alle richieste di commento, riferisce Reuters. Le autorità sudafricane hanno ricordato, in precedenti comunicazioni ufficiali, che la partecipazione di cittadini sudafricani a forze armate straniere richiede un’autorizzazione governativa.
L’apertura del fascicolo avviene mentre Zuma-Sambudla è già coinvolta in un procedimento distinto per presunta istigazione alla violenza durante i disordini del luglio 2021. Secondo quanto riportato dalle autorità sudafricane in documenti ufficiali, quelle violenze causarono centinaia di vittime. Zuma-Sambudla si è dichiarata non colpevole nel corso di un’udienza a inizio novembre, alla quale era presente anche l’ex presidente Jacob Zuma.
Il partito Mk, sostenuto dall’ex capo di Stato, ha ottenuto un risultato significativo nelle ultime elezioni nazionali, contribuendo a ridurre la quota di consensi dell’African National Congress (Anc), formazione politica un tempo guidata da Zuma.


