A KuGompo City, nella provincia sudafricana del Capo Orientale, una manifestazione contro i migranti è degenerata in scontri e violenze per le strade.
All’origine delle tensioni ci sarebbe una cerimonia che ha conferito a un rappresentante della diaspora nigeriana il titolo di igwe, ovvero di capo tradizionale della comunità igbo. Secondo un’associazione culturale igbo, si trattava di un riconoscimento onorifico per il suo impegno nella comunità, ma l’evento è stato percepito da parte dell’opinione pubblica come un affronto ai leader tradizionali locali, in un Paese dove queste figure sono riconosciute dalla legge.
La protesta, inizialmente pacifica, è sfociata in attacchi contro negozi e nell’incendio di almeno dieci veicoli, mentre la polizia è intervenuta disperdendo i manifestanti con proiettili di gomma. Secondo quanto riporta Radio France Internationale (Rfi) alcuni partecipanti avrebbero denunciato episodi di violenza, tra cui un presunto accoltellamento non confermato dalle autorità.
Le immagini della cerimonia, diffuse sui social network, hanno contribuito ad alimentare la protesta in un contesto già segnato da tensioni e sentimenti xenofobi nei confronti dei migranti africani.
Il vice ministro degli Affari tradizionali del Sudafrica ha annunciato una riunione prevista per l’8 aprile con l’ambasciata della Nigeria per chiarire la vicenda e tentare di ridurre le tensioni.
L’Alta Commissione nigeriana a Pretoria ha intanto rilasciato una dichiarazione ufficiale affermando chiaramente che «non ha avuto luogo alcuna incoronazione né era prevista alcuna cerimonia di questo tipo». Secondo la missione, il raduno dei membri della comunità Igbo era «puramente simbolico» e non comportava «alcuna ambizione territoriale, autorità politica o programma» all’interno del Sudafrica.


