Sudafrica, gli Usa accelerano sull’asilo per i bianchi afrikaner

di Tommaso Meo

Gli Stati Uniti puntano a esaminare 4.500 domande di asilo al mese presentate da cittadini sudafricani bianchi, un obiettivo che supera in modo netto il tetto globale di 7.500 rifugiati fissato in precedenza per quest’anno dal presidente Donald Trump. I dettagli del progetto sono contenuti in un documento inedito del Dipartimento di Stato americano, datato 27 gennaio, visionato e diffuso in esclusiva dall’agenzia di stampa Reuters.

Per gestire un volume così elevato di pratiche, il governo di Washington starebbe allestendo un villaggio temporaneo all’interno della propria ambasciata a Pretoria. La decisione esaminare le domande all’interno di un compound diplomatico deriva dalle tensioni esplose nei mesi scorsi tra i due Paesi.

L’intero impianto dell’iniziativa, inaugurata dall’amministrazione Trump lo scorso maggio, si fonda sulla tesi americana secondo cui la minoranza bianca di etnia afrikaner sarebbe bersaglio di una violenta persecuzione in Sudafrica. Una lettura che il governo di Pretoria ritiene infondata.

La realizzazione dell’ambiziosa soglia dei 4.500 trasferimenti mensili si scontra tuttavia, al momento, con diversi ostacoli burocratici interni agli Stati Uniti. I dati ufficiali confermano che al 31 gennaio soltanto 2.000 sudafricani bianchi avevano effettivamente fatto ingresso nel Paese come rifugiati.

Secondo quanto riferito alla Reuters da una fonte governativa anonima, gli arrivi sono stati peraltro sospesi dal 23 febbraio fino al 9 marzo prossimo. Il blocco temporaneo è dovuto a un ingorgo amministrativo: a causa dei severi veti sull’immigrazione posti in precedenza dallo stesso presidente statunitense, ogni singolo ingresso di un cittadino sudafricano richiede infatti un’esenzione specifica, da valutare caso per caso, firmata congiuntamente dal Segretario di Stato, Marco Rubio, e dalla Segretaria alla Sicurezza Interna, Kristi Noem.

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