La situazione della sicurezza e la crisi umanitaria nell’est della Repubblica Democratica del Congo continuano a deteriorarsi in modo allarmante, minacciando la stabilità dell’intera regione dei Grandi Laghi.
A lanciate l’allarme è l’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) all’interno del rapporto trimestrale del segretario generale (identificato dalla sigla S/2026/748) redatto per fare il punto sulla Missione di stabilizzazione dell’Onu nella Repubblica Democratica del Congo (Monusco).
Nel documento trasmesso al Consiglio di sicurezza, il dipartimento guidato da António Guterres evidenzia la crescente gravità dei combattimenti e l’espansione del controllo territoriale da parte di gruppi armati nel Paese africano.
Il dossier sottolinea come le fazioni ribelli, tra cui il Movimento 23 marzo (M23) e le Forze democratiche alleate (Adf), stiano provocando un drastico aumento delle violazioni dei diritti umani e un esodo massiccio di civili. Per far fronte alle necessità essenziali delle popolazioni sfollate e vulnerabili, le Nazioni Unite hanno quantificato una richiesta di budget umanitario pari a 2,13 miliardi di dollari statunitensi (circa 1,95 miliardi di euro).
L’analisi dell’Onu evidenzia inoltre le difficoltà operative incontrate dai contingenti internazionali sul terreno, condizionati da restrizioni d’accesso ed escalation militari che compromettono le attività di soccorso e di protezione della popolazione locale.
Di fronte al persistere delle ostilità, il segretario generale dell’Onu ha richiamato le parti coinvolte al rispetto del diritto internazionale umanitario, sollecitando un impegno concreto per riattivare i canali diplomatici e sostenere le iniziative di pace regionali.



