Le forze armate della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), insieme a combattenti della milizia filo‑governativa Wazalendo, sono rientrate nella città strategica di Uvira, nell’est del Paese, un mese dopo che era stata conquistata dal gruppo ribelle Movimento 23 marzo (M23). L’instabilità regna però ancora in città.
Uvira, importante base militare al confine con il Burundi, era caduta il 10 dicembre, nel pieno di una nuova escalation del conflitto che da anni insanguina le province del Nord e Sud Kivu e che ha provocato migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati. Secondo residenti e autorità locali, sentiti dall’agenzia Reuters, i soldati governativi hanno ripreso il controllo delle posizioni all’interno della città dopo il ritiro dichiarato dai ribelli, una mossa che era stata annunciata da M23 in seguito alle pressioni internazionali e alle critiche americane rivolte al presunto sostegno del Ruanda al movimento ribelle. Tuttavia, il governo di Kinshasa ha più volte messo in dubbio la portata effettiva del ritiro.
Il ritorno delle truppe statali nella città, simbolo della tenuta territoriale in una delle aree più contese del Paese, permette alle autorità di pianificare la riapertura del valico di frontiera di Gatumba con il Burundi, chiuso durante l’occupazione ribelle. Nel frattempo, però, i combattimenti e le accuse reciproche di saccheggi sono continuati ai margini di Uvira, riflettendo un quadro di instabilità persistente nonostante gli sforzi di pace.
La riconquista di Uvira interviene in un contesto di intensi sforzi diplomatici. Gli Stati Uniti hanno ospitato colloqui di pace tra Kinshasa e Kigali, mentre negoziati facilitati dal Qatar cercano di portare M23 e governo congolese a un accordo duraturo. I leader africani riuniti recentemente in Togo hanno riaffermato il sostegno alle trattative di pace, esortando a una ripresa immediata del processo di Doha per raggiungere una soluzione politica al conflitto.
La situazione nell’est della Rdc resta fragile, con l’M23 che continua a detenere il controllo di ampie porzioni di territorio, inclusi centri urbani chiave come Goma e Bukavu, e con la popolazione civile sempre più colpita da sfollamento, insicurezza alimentare e violenze.



