La Heineken ha perso il controllo operativo e ha ritirato il personale dai suoi stabilimenti nelle aree colpite dal conflitto nella Repubblica Democratica del Congo orientale. L’ha dichiarato lo stesso produttore olandese, secondo quanto riporta la Reuters.
Il colosso delle bevande aveva dichiarato a marzo che le sue attività in tre città orientali sarebbero rimaste sospese fino a quando non fosse stato possibile riaprire in sicurezza, dopo che alcuni dei suoi birrifici erano stati colpiti e i suoi depositi erano stati saccheggiati durante gli scontri tra esercito e ribelli.
La situazione si è ulteriormente deteriorata e personale armato ha preso il controllo degli stabilimenti a Bukavu e a Goma, le due città più grandi del Congo orientale, ora sotto il controllo dei ribelli dell’M23/Afc, e nelle aree limitrofe. “Le condizioni necessarie per operare in modo responsabile e sicuro non sono più presenti e, a partire dal 12 giugno 2025, abbiamo perso il controllo operativo”, ha dichiarato la Heineken in una nota.
L’unità di Heineken in Congo, Bralima, opera ancora in altre parti del Paese non colpite dal conflitto, ha affermato l’azienda, aggiungendo che continuerà a valutare l’evolversi della situazione. Il gruppo possiede quattro birrifici in Congo, che producono birra Heineken e altri marchi popolari come Primus. Gli stabilimenti di Bukavu impiegavano un migliaio di dipendenti, direttamente e indirettamente, come dichiarato in passato. “La nostra massima priorità è la sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti. Abbiamo ritirato tutto il personale rimanente da questi siti e abbiamo continuato a supportarli finanziariamente”, afferma la Heineken.
Quasi il 14% del fatturato totale di Heineken proviene dalle attività in Medio Oriente e Africa, dove il Congo, con la sua popolazione di oltre 100 milioni di persone, rappresenta un importante mercato.



