RD Congo, il richiamo della foresta

di Valentina Milani

La parola Congo nel vocabolario giornalistico è sinonimo di guerre, saccheggi e crisi umanitarie. Nell’immaginario collettivo evoca immagini di irrequietezza e paura, fin dai tempi dello scrittore Joseph Conrad (Cuore di tenebra) edell’esploratore Stanley. L’insicurezza resta un problema, specie nelle regioni orientali. Ma da un punto di vista culturale e naturalistico, l’attuale Repubblica democratica del Congo, ex Zaire, è uno scrigno colmo di tesori… che solo i veri viaggiatori possono schiudere.

La sua popolazione, ospitale e piena di vitalità (80 milioni di abitanti che saranno 200 milioni nel 2050), è composta da oltre 300 etnie con tradizioni e costumi di grande interesse. Il suo territorio immenso (quasi 8 volte l’Italia) è dominato da una natura esuberante, superba, seducente: la più grande foresta pluviale dell’Africa, un fiume leggendario, una catena montuosa (Rwenzori) popolata da gorilla, bonobo e scimpanzè, coni vulcanici perennemente attivi (il Nyiragongo), una eccezionale varietà di piante (ficus, palme, mangrovie, alberi della cola, di mogano, di ebano). Cinque parchi nazionali del Paese sono patrimonio dell’umanità e ospitano numerosi animali selvatici (leoni, elefanti, leopardi, ippopotami, bufali e varie specie di rettili e di uccelli) nonché il rarissimo okapi, un mammifero che sembra l’incrocio tra una giraffa e una zebra (manto striato, lungo collo e grandi orecchie flessibili). Okapi è anche il nome di un tour operator che organizza viaggi su misura, game-drive e spedizioni alla scoperta delle bellezze segrete della Rd Congo.

http://www.okapitoursandtravel.org/

(Marco Trovato)

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