Rd Congo, firmata intesa a Doha con M23, ma è subito scontro sull’interpretazione

di claudia
ribelli dell'M23

di Céline Camoin

La firma di una dichiarazione d’intenti a Doha tra il governo di Kinshasa e la ribellione dell’Afc/M23 segna un importante passo avanti verso la pace nel Kivu. Tuttavia, l’ottimismo è subito smorzato da interpretazioni diametralmente opposte del testo. Se da un lato il governo congolese celebra l’accordo come un impegno al ritiro immediato dei ribelli, questi ultimi negano tale clausola, sostenendo che ogni smobilitazione sarà solo la conseguenza di un accordo di pace definitivo che affronti le cause profonde del conflitto. Un’ambiguità centrale su cui si gioca il futuro del cessate il fuoco e la stabilità dell’intera regione.

Il portavoce del governo congolese, Patrick Muyaya, ha espresso soddisfazione dopo la firma, a Doha, di una dichiarazione d’intenti tra lo stesso governo di Kinshasa e la ribellione dell’Afc/M23 (Alleanza del fiume Congo/ Movimento 23 marzo), che occupa una parte del nord-est dell’ex Zaire, nel nord e nel Sud-Kivu. .

Secondo il ministro della Comunicazione e dei Media, il testo della Dichiarazione di Doha contiene chiari impegni per la protezione dei civili, il rispetto della sovranità nazionale e la costruzione della pace. Sul suo account X, afferma che questo documento si basa sul rigoroso rispetto della Costituzione della Repubblica Democratica del Congo, le Carte delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana, il diritto internazionale, le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, in particolare la risoluzione 2773, il rispetto dell’Accordo di Washington e il mantenimento di linee rosse ben definite.

La Dichiarazione di Doha, firmata sotto l’egida del Qatar, incorpora  – secondo la lettura della parte congolese – i “principi non negoziabili difesi fin dall’inizio del conflitto”, ovvero: il ritiro immediato e incondizionato dell’Afc/M23 dalle aree occupate e il dispiegamento delle istituzioni congolesi – militari, polizia, giustizia, amministrazione – che, in alcune aree, sono passate sotto controllo ribelle.

Secondo una lettura più indipendente, riguardo al ripristino dell’autorità statale, la dichiarazione sottolinea che questa è una conseguenza logica della risoluzione delle cause profonde del conflitto. In sostanza, la Dichiarazione di Doha prevede un cessate il fuoco immediato e l’avvio di un dialogo che porti a una pace duratura. Giunge del resto in un momento di forte pressione internazionale, in particolare da parte degli Stati Uniti e del Qatar.

Tuttavia, tale lettura viene smentita da un portavoce della ribellione: “Da nessuna parte nella dichiarazione di principio si afferma che l’Afc/M23 si ritirerà”, ha così affermato Benjamin Mbonimpa, capo della delegazione dell’Afc/M23 a Doha, a giornalisti della Reuters e di Jeune Afrique.

Nel testo originale, si legge: “Le parti riconoscono che il ripristino dell’autorità statale è la logica conseguenza della risoluzione efficace delle cause del conflitto attraverso un accordo di pace duraturo. Le Parti concordano che il pieno ripristino dell’autorità statale su tutto il territorio nazionale è un pilastro fondamentale dell’accordo di pace. Il presente accordo definirà le modalità, le fasi e il calendario di tale processo di ripristino”.

Anche la missione delle Nazioni Unite nel Paese, la Monusco, ha accolto con particolare favore l’impegno reciproco a facilitare il ritorno volontario, sicuro e dignitoso degli sfollati interni e dei rifugiati nelle loro comunità o nei loro luoghi di origine. Ha inoltre sottolineato la necessità di un dialogo inclusivo, essenziale per affrontare le cause profonde del conflitto e promuovere una pace autentica e duratura.

A sostegno di questo slancio, la Monusco ha ribadito la sua disponibilità a sostenere la cessazione delle ostilità, in particolare attraverso il sostegno a un meccanismo credibile e congiunto per verificare il rispetto del cessate il fuoco.

Il Ruanda, considerato il principale alleato dell’Afc/M23, ha salutato la bozza di accordo, dicendosi impegnato per una pace duratura e uno sviluppo economico della regione dei Grandi Laghi.

Un accordo di pace globale è atteso nei prossimi giorni.

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