La febbre per le azioni Dangote corre sui social

di Tommaso Meo
Dangote/Yangote

Il magnate apre il suo colosso petrolifero ai piccoli risparmiatori. E in rete esplode la mania tra ironia, meme e orgoglio nazionale

di Tommaso Meo

«The Ipo for the people»: un nome, un programma per l’offerta pubblica iniziale della più grande raffineria di petrolio d’Africa. Lanciata il 14 settembre, se rispetterà le previsioni, l’operazione si attesterà come la più imponente di sempre per il continente.

Con questa mossa, il magnate nigeriano Aliko Dangote ha aperto la proprietà del suo mega-impianto di Lekki, alla periferia di Lagos, ai piccoli risparmiatori, puntando a raccogliere nuovi capitali per espandere ulteriormente il business. I titoli disponibili sul mercato fino al 13 ottobre superano i quattro miliardi, al prezzo di 525 naira (circa 0,34 euro) l’uno. I cittadini nigeriani possono legare le proprie fortune a quelle del gruppo acquistando un minimo di dieci quote tramite app fintech e piattaforme digitali. «Non c’è alcuna discriminazione su chi possa comprare queste azioni», ha spiegato il miliardario. «Vogliamo che tutti ne posseggano almeno una».

Secondo le stime, il collocamento potrebbe raccogliere 2.150 miliardi di naira (1,4 miliardi di euro). La cifra salirebbe però fino a circa 2 miliardi di euro qualora le richieste superassero l’offerta e la società decidesse di esercitare l’opzione per emettere ulteriori titoli.

Come ha sottolineato il portale Business Front, sembra quasi che l’uomo più ricco del continente «voglia che ogni tassista, ogni venditrice del mercato, ogni insegnante e ogni agricoltore possieda una quota della sua raffineria». In moltissimi l’hanno preso alla lettera: fin dal primo giorno di apertura dell’Ipo, l’ondata di acquisti da parte dei cittadini ha fatto andare in tilt le applicazioni finanziarie per l’eccesso di traffico.

Intervistato dalla Bbc, l’analista Jamil Ubah ha detto di aver visto raramente la popolazione così entusiasta, sottolineando come l’operazione stia alimentando le speranze di riscatto economico in un Paese dove arrivare a fine mese è spesso una sfida.

La febbre di Yangote tra parodie e meme virali

La Fomo — la paura di rimanere esclusi dall’affare — si è rapidamente riversata sui social network, dove gli utenti nigeriani hanno celebrato a modo loro questo momento storico, ribattezzando la società Yangote: un gioco di parole in lingua hausa che significa “ora ne possediamo tutti un pezzo”. Benché la quota messa sul mercato rappresenti appena il 3% della società, gran parte dei nuovi acquirenti si è sentita immediatamente protagonista di una storia di successo, al punto da calarsi col sorriso nel ruolo di “socio di maggioranza”. Su X e Instagram spopolano contenuti che ironizzano sulla possibilità di diventare soci d’affari del magnate anche con un micro-investimento

Sabinus, tra i comici più celebri in Nigeria, ha prodotto una serie di sketch in cui impersona i neo-investitori trasformati in proprietari pretenziosi, pronti a chiedere conto dell’operato alla dirigenza dell’azienda. In una clip diventata virale, un utente ha inquadrato un’autocisterna di Dangote sporca e parcheggiata a bordo strada senza conducente, esclamando allarmato: «Dangote, qui serve una riunione urgente del CdA. Dobbiamo parlare».

Altri contenuti di questo tenore mostrano cittadini alle prese con finte ispezioni agli impianti o intenti a simulare videochiamate con il miliardario per coordinare la gestione della «nostra impresa».

Un’operazione di Borsa diventata cultura di massa

Ovviamente, quasi tutti i risparmiatori (e i creatori di contenuti) sono consapevoli che una micro-quota di qualche dollaro non garantirà loro alcun peso decisionale né ritorni milionari. Tuttavia, l’ironia collettiva riflette un autentico senso di appartenenza nel partecipare all’ascesa di Dangote e, con essa, allo sviluppo del proprio Paese.

Per diversi analisti, la narrazione social che accompagna la quotazione offre anche un’efficace lezione di marketing. «È la storia di come un prodotto finanziario possa trasformarsi in un argomento di conversazione, la conversazione in cultura e la cultura in un potente veicolo promozionale», ha osservato l’esperto di comunicazione Funso Oyelohunnu sul Nigerian Tribune.

Secondo questa visione, quando un marchio propone un racconto inclusivo in cui la gente riesce a immedesimarsi, sono i cittadini stessi a trasformarsi nei migliori ambasciatori del brand. La forte inclinazione per la commedia della cultura nigeriana ha fatto il resto, rendendo lecito domandarsi: «È stata la società a promuovere l’operazione tra la gente, o sono stati i nigeriani stessi a farle pubblicità?»

Entrato in funzione appena due anni fa, l’impianto di Lekki lavora oggi circa 700.000 barili di greggio al giorno e punta a raddoppiare la produzione entro il 2028. Aliko Dangote ha inoltre in programma di quotare in Borsa la sua azienda di Fertiliser il prossimo anno, oltre a costruire a Lamu, in Kenya, una raffineria sul modello di quella nigeriana.

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