Onu: «Preoccupati per le violenze sessuali in Tigray»

di Enrico Casale
donna Tigray
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Le Nazioni Unite hanno sollecitato una politica di «tolleranza zero» contro l’uso della violenza sessuale nella regione del Tigray in Etiopia. In una dichiarazione rilasciata alla stampa, il rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite sulla violenza sessuale nei conflitti, Pramila Pattern, ha evidenziato l’alto numero di stupri denunciati nella capitale del Tigray, Macallè, rendendo noto che alcune donne sono state costrette da militari a fare sesso in cambio di beni di prima necessità.

«Sono molto preoccupata per le gravi accuse di violenza sessuale nella regione del Tigray in Etiopia, compreso un numero elevato di presunti stupri nella capitale Macallè. Ci sono anche notizie inquietanti di individui presumibilmente costretti a stuprare membri della loro stessa famiglia, sotto minaccia di violenza», ha affermato Patten.

Il 4 novembre il primo ministro Abiy Ahmed ha lanciato un’offensiva terrestre e aerea contro le forze del Tplf (Fronte popolare di liberazione del Tigray) le cui milizie avevano occupatole basi militari federali. Circa un mese dopo, il premier ha dichiarato di aver vinto la guerra civile, ma i leader del Tplf hanno promesso che continueranno a combattere sulle montagne.

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