Nuovo allarme nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Secondo fonti locali raccolte da Rfi, l’M23, gruppo armato sostenuto dal Ruanda e uscito vincitore da precedenti fasi della guerra, avrebbe ormai messo in moto una nuova offensiva verso Uvira, situata sulle rive del lago Tanganica.
Nei giorni scorsi, la località di Luvungi è stata teatro di violenti scontri. Fino a poche ore fa la zona era considerata il bastione più avanzato delle forze governative – le Fardc supportate da milizie pro-governo e truppe burundesi –, ma l’offensiva dell’M23 ha rovesciato gli equilibri. Il gruppo ribelle ha preso il controllo di Luvungi, imponendo un nuovo assetto di dominio e causando panico tra la popolazione.
Da lì, l’avanzata si è spostata verso sud, concentrando l’attenzione su Sange e Kiliba, due punti chiave lungo la RN5, la principale arteria che conduce ad Uvira. Combattimenti sporadici, uso di droni e continui movimenti di truppe sono stati segnalati, mentre colonne di militari governativi e miliziani si sarebbero ritirate in direzione della città-lago.
A Uvira, la tensione cresce: secondo alcuni testimoni, nelle ore serali si sarebbero avvertiti colpi d’arma da fuoco in diversi quartieri, e ci sarebbero segnalazioni di saccheggi. La popolazione – già traumatizzata da mesi di conflitti – vive in uno stato di paura diffusa: molti si sono barricati in casa, altri avrebbero deciso di fuggire in massa verso il Burundi, percependo Uvira come l’ultimo rifugio sicuro.
Circa 200.000 persone hanno abbandonato le loro case negli ultimi giorni, hanno affermato le Nazioni Unite. In una dichiarazione rilasciata dall’Onu si afferma che almeno 74 persone sono state uccise, per lo più civili, e 83 sono state ricoverate in ospedale con ferite causate dall’intensificarsi degli scontri nella zona negli ultimi giorni.
Questo spostamento del fronte rappresenta una nuova pericolosa escalation. Uvira è una delle principali città del Sud Kivu, e il suo controllo da parte dell’M23 potrebbe segnare un cambiamento strategico decisivo. Le forze del governo, accompagnate dalle milizie Wazalendo e da truppe straniere, sembrano in difficoltà nel contenere l’avanzata.
La crisi umanitaria, già drammatica, rischia di aggravarsi ulteriormente. Decine di migliaia di civili fuggono – secondo fonti locali – abbandonando villaggi come Luvungi, diretti verso Sange o oltre i confini, nella speranza di trovare protezione. Le condizioni sul terreno restano precarie, con accesso limitato ai servizi di base e sempre più difficoltà per gli sfollati.
In questo contesto, la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione. Il nuovo spostamento del fronte verso Uvira potrebbe compromettere ogni tentativo di stabilizzazione nella regione e rendere ancora più drammatica una situazione già fragile.



