Il leader del gruppo Indigenous people of Biafra (Ipob) è stato condannato in Nigeria a quattro ergastoli dopo essere stato riconosciuto colpevole di diversi capi d’accusa di terrorismo. Lo riportano i giornali nigeriani. L’accusa aveva chiesto la condanna a morte.
La sentenza è stata letta ieri pomeriggio dal giudice James Omotosho: Kanu è stato condannato a quattro ergastoli e a 20 anni di carcere per un quinto capo d’accusa. Secondo il giudice i pubblici ministeri avrebbero dimostrato che Kanu, che possiede anche la cittadinanza britannica, ha utilizzato l’Ipob per incitare ad attacchi contro funzionari della sicurezza e civili nel sud-est della Nigeria. Kanu, 58 anni, ha licenziato il suo team legale decidendo di rappresentarsi da solo durante il processo: ieri è stato espulso dall’aula per “comportamento indisciplinato”: “Quale legge stabilisce che potete accusarmi di una legge non scritta? Mostratemelo” ha detto prima di essere espulso dall’aula. “Omotosho, dov’è la legge? Qualsiasi sentenza pronunciata in questa aula è una totale assurdità”.
Kanu ha sempre negato le accuse e ha contestato la giurisdizione del tribunale. Un tempo figura sconosciuta, Kanu raggiunse la notorietà nel 2009 quando fondò Radio Biafra, una stazione radio militante che invocava uno stato indipendente per il popolo Igbo, trasmettendo in Nigeria da Londra. Nel 2014 ha fondato l’Indigenous people Of Biafra (Ipob), un movimento indipendentista bandito nel 2017 il cui braccio armato, l’Eastern security network, è stato accusato di omicidi e altri atti di violenza negli ultimi anni. Arrestato per la prima volta nell’ottobre 2015, Kanu ha affrontato diverse accuse tra cui quella di tradimento: 18 mesi dopo l’arresto gli è stata concessa la libertà su cauzione e lui ha fatto perdere le sue tracce, ricomparendo in Israele. Secondo varie interviste da lui stesso rilasciate, il Mossad lo avrebbe aiutato a lasciare la Nigeria. È stato tuttavia nuovamente arrestato, e poi estradato, in Kenya, nel 2021, in quella che è stata definita dai suoi sostenitori una “extraordinary rendition”, ovverosia un’estradizione al di fuori della legge, ma il Kenya non ha mai commentato queste accuse.
Nel 2022, una Corte d’appello nigeriana ha ordinato che le accuse contro di lui fossero ritirate, affermando che era stato arrestato illegalmente all’estero, ma questa sentenza fu annullata dalla Corte Suprema l’anno successivo.



