Sono almeno 53 le persone morte o disperse in seguito al naufragio di un’imbarcazione al largo della Libia. A rendere più tragico il bilancio, riferisce l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), la presenza di due neonati.
L’imbarcazione si è capovolta a nord di Zuwara, in Libia, il 6 febbraio, la notizia è stata confermata oggi dal portavoce dell’Oim. Solo due donne nigeriane sono state salvate durante un’operazione di ricerca e soccorso condotta dalle autorità libiche. Una sopravvissuta ha riferito di aver perso il marito, mentre l’altra ha detto di aver perso i suoi due bambini.
“L’Oim – si legge nella nota diramata dalla stessa organizzazione – piange la perdita di vite umane in un altro incidente mortale lungo la rotta del Mediterraneo centrale. I team dell’Oim hanno fornito alle due sopravvissute assistenza medica di emergenza allo sbarco, in coordinamento con le autorità competenti”.
Secondo i racconti delle sopravvissute, l’imbarcazione, che trasportava migranti e rifugiati di varie nazionalità africane, era partita da al-Zawiya, in Libia, intorno alle 23:00 del 5 febbraio. Circa sei ore dopo, si è capovolta dopo aver imbarcato acqua.
Secondo i dati dell’Oim solo a gennaio almeno 375 migranti sono stati dichiarati morti o dispersi a seguito di numerosi naufragi “invisibili” nel Mediterraneo centrale in condizioni meteorologiche estreme, mentre si ritiene che centinaia di altri decessi non siano stati registrati. Allargando lo sguardo a tutto il 2025, più di 1.300 migranti sono scomparsi nel Mediterraneo centrale.
Nella sua nota, l’Oim sottolinea la necessità di una cooperazione internazionale più forte e di risposte incentrate sulla protezione per affrontare le reti di contrabbando e traffico, insieme a percorsi migratori sicuri e regolari per ridurre i rischi e salvare vite umane.



