Mozambico, nuove violenze nella provincia di Cabo Delgado

di claudia

Medici Senza Frontiere (Msf) ha lanciato un appello urgente per la protezione del personale sanitario e delle strutture mediche nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, teatro di un conflitto armato che ha compromesso gravemente l’accesso all’assistenza per migliaia di persone vulnerabili. “La recente escalation di violenze ha ridotto drasticamente la possibilità di offrire cure mediche alle comunità colpite”, ha dichiarato Emerson Finiose, medico senior di Msd in Mozambico, durante una conferenza stampa. L’organizzazione è stata costretta a sospendere per almeno due settimane le proprie attività mobili in cinque occasioni nel corso del 2024.

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), nel solo mese di maggio oltre 43.000 persone sono state sfollate a causa di attacchi e violenze, mentre più di 134.000 risultano direttamente colpite dal conflitto. “Questi sviluppi hanno lasciato migliaia di persone senza cure mediche e interrotto la continuità delle terapie per i pazienti già in trattamento”, ha aggiunto Finiose, sottolineando che l’insicurezza ha costretto MSF a ridurre le attività sanitarie e ha fortemente limitato i movimenti di operatori e pazienti nelle aree più colpite.

I distretti maggiormente colpiti, secondo Msf, sono Macomia, Mocímboa da Praia, Muidumbe e Meluco. In particolare, l’attacco alla città di Macomia, avvenuto nel maggio 2024, ha spinto l’organizzazione e altre agenzie umanitarie a sospendere temporaneamente le operazioni. “Abbiamo potuto riprendere le attività solo ad aprile di quest’anno. Prima dell’attacco c’erano almeno sette unità sanitarie attive, oggi ne resta operativa solo una”, ha affermato Finiose.

Le condizioni di sicurezza rendono estremamente difficili anche i trasferimenti medici urgenti. “Siamo costretti a dare priorità solo ai casi più gravi”, ha spiegato il medico. “Il conflitto a Cabo Delgado è diventato una grave crisi umanitaria che colpisce ogni aspetto della vita quotidiana, dalla salute all’istruzione, togliendo dignità alle persone”, ha concluso Finiose. “Abbiamo bisogno di accesso sicuro per poter raggiungere le comunità e fornire il sostegno necessario insieme ad altri attori umanitari”.

Secondo i dati Ocha, dal 2017 – anno in cui è esplosa l’insurrezione armata nel nord del Mozambico – si contano oltre 1,3 milioni di sfollati interni.

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