Mali, aumentano gli sfollati e le violenze sessuali

di claudia

 Il numero di sfollati interni in Mali è aumentato del 15% nell’ultimo anno, raggiungendo quasi 380.000 persone, una popolazione fatta perlopiù da donne e ragazze che si trovano ad affrontare un forte aumento della violenza sessuale in un contesto di crisi umanitaria sempre più grave. Sono i dati contenuti in un rapporto del Fondo delle Nazioni unite per la popolazione (Unfpa), che traccia un quadro fosco della situazione delle donne e delle ragazze nelle regioni del Mali colpite dal conflitto.

Secondo un’indagine condotta a maggio, il numero di sfollati interni è aumentato da 330.000 di maggio 2024 a circa 380.000, con un incremento del 15%: questo aumento ha coinciso con l’aumento delle denunce di sfruttamento sessuale, molestie e matrimoni forzati nei campi profughi e nelle zone di conflitto, in particolare nelle regioni di Timbuktu, Gao, Mopti e Ménaka.

Oggi, dei 6,4 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria in Mali, oltre la metà sono donne e ragazze: “Le donne e le ragazze sono al centro di queste vulnerabilità e sono colpite in modo sproporzionato dall’attuale insicurezza e dalla crisi umanitaria” si legge nel rapporto, secondo cui proprio a maggio si è assistito a un’escalation della violenza armata, caratterizzata da attacchi intensificati da parte di gruppi armati che hanno innescato nuove ondate di sfollamenti: l’accesso all’assistenza sanitaria riproduttiva rimane fortemente limitato e oggi meno di una struttura sanitaria su quattro nelle regioni colpite è in grado di fornire assistenza completa o supporto alle vittime di violenza sessuale. A livello nazionale, quasi la metà di questi servizi specializzati rimane non operativa.

Le regioni più colpite sono Timbuktu (80% dei servizi chiusi), Ménaka (77%), Gao (76%) e Mopti (56%): nonostante le sfide, l’Unfpa continua a svolgere le sue attività supportando 86 strutture sanitarie, sei spazi sicuri per donne e ragazze e sette centri unici nelle aree più colpite. Solo nel mese di maggio, i suoi team mobili hanno fornito assistenza a circa 3.000 persone nei campi per sfollati, l’80% delle quali erano donne e ragazze adolescenti.

Uno dei problemi principali riguarda il finanziamento alla risposta umanitaria: dei 16,5 milioni di dollari necessari per il 2025, solo 2,9 milioni sono stati stanziati. L’agenzia avverte che senza finanziamenti aggiuntivi urgenti, i programmi essenziali per combattere la violenza sessuale e fornire servizi di salute riproduttiva potrebbero essere ridotti, mettendo a rischio circa 900.000 donne e ragazze prese di mira da questi interventi.

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