Per una volta, i due governi che di fatto si dividono il controllo della Libia – quello di Tripoli e quello di Bangasi – hanno preso una decisione analoga, dichiarando il 16 settembre giorno festivo in occasione della “Giornata del Martire”, in commemorazione del 94º anniversario dell’esecuzione di Omar al-Mukhtar.
La ricorrenza ricorda l’impiccagione dell’eroe della resistenza libica da parte delle autorità di occupazione italiane il 16 settembre 1931 a Suluq, a sud di Bengasi, dopo un processo farsa.
Nato il 20 agosto 1858 nella regione di Janzour, a est di Tobruk, Omar al-Mukhtar divenne una figura simbolo della lotta anticoloniale. Rimasto orfano da bambino, fu cresciuto dallo sceicco Hussein al-Gharyani e si formò nella confraternita della Senussia. Guidò la resistenza libica contro l’invasione italiana iniziata nel 1911, continuando a combattere per oltre vent’anni nelle regioni del Jebel Akhdar e della Libia orientale sotto il comando di Idris al-Senussi. Catturato l’11 settembre 1931, fu giustiziato cinque giorni dopo.
I decreti governativi (n. 184 del governo Hammad e n. 391 del governo Dbeibah) stabiliscono la sospensione delle attività in tutte le istituzioni pubbliche, con eccezione per i servizi umanitari e di sicurezza, garantendo però ai dipendenti di questi settori il diritto a un giorno di riposo sostitutivo secondo le normative vigenti. La commemorazione di al-Mukhtar rappresenta un momento di unità nazionale e di riflessione sui valori della libertà e dell’indipendenza, profondamente radicati nella coscienza collettiva libica.



