È in corso questa mattina a Nairobi, in Kenya, una manifestazione di protesta organizzata dai familiari dei giovani keniani arruolati con l’inganno dalla Russia per essere mandati sul fronte ucraino o in fabbrica ad assemblare droni.
Gli organizzatori hanno inoltre annunciato che domani si terranno le esequie pubbliche, senza corpo, di James Kamau Ndungu, uno dei cittadini keniani che hanno perso la vita in Ucraina con la divisa militare russa.
Si stima che oggi siano tra i 3.000 e i 4.000 le persone di origine africana arruolate dalla Russia e mandate sul fronte ucraino, un migliaio di questi di nazionalità keniana secondo la stima dei servizi keniani. A Nairobi, l’associazione Vocal Africa sta cercando di aiutare le famiglie che hanno perso i contatti con i propri cari: le stime sul numero di keniani emigrati in Russia sono aumentate costantemente nelle ultime settimane.
Secondo quanto riporta Vocal Africa su X, i manifestanti di Nairobi chiedono l’intervento delle autorità keniane e aggiornamenti sulla sicurezza e la situazione dei loro cari coinvolti nella guerra. L’obiettivo della protesta sarebbe quello di marciare verso il Ministero degli Affari Esteri.
A metà febbraio, il governo ha alzato la voce. Il ministro degli Esteri ha promesso di recarsi a Mosca per «fermare» questo fenomeno, mentre il suo braccio destro ha denunciato ai media «un piano inaccettabile per attirare le persone e lasciarle morire».



